1024. IN CAMMINO – Lungariello ma non scurdariello

La mia predica di ieri sera circa la preghiera scomposta e provocatoria di Caino ha toccato il cuore di molti presenti che l’hanno commentata in vari modi.

Certamente l’Amore di Dio è incredibile: riesce perfino a raddrizzare – come si legge nel vangelo – strade storte e a colmare di bontà intere vallate di cattiveria!

Senza tornare sull’argomento anche perché sono molto stanco e scrivo questa nota a fatica accenno soltanto a un rapidissimo commento fatto da una anonima signora campana e riferito dalla carissima Madre Franca di Brescia, ospite delle Canossiane per alcuni giorni di riposo al mare.

Il commento sta nel titolo della presente nota.

Il Signore – così ha detto la signora e ha riferito la Madre – non dimentica ( non scurdariello) anche se può sembrare… Possono passare anni e anni, possono seguirsi generazioni e generazioni (lungariello) ma alla fine il progetto universale di salvezza, voluto da Dio in Gesù Cristo, si realizza sempre.

Cerchiamo quindi di non perderci d’animo osservando i tristi momenti presenti. Confidiamo in Dio e chiediamo il Suo aiuto. Non resteremo inascoltati anche se probabilmente non riusciremo a vedere le meraviglie del Signore che può suscitare figli d’Abramo anche dalle pietre!

1023. IN CAMMINO – Quattrocentosessantuno

Il video con alcune immagini del mio cinquantennale servizio sacerdotale è stato visionato, al momento, da 461 persone.

Rispetto ai numeri dei cantanti o dei calciatori è davvero poca cosa. Nel mio caso invece è un numero consistente visto che propone soltanto immagini ordinarie della vita di un comune sacerdote. Tale infatti io mi considero!

Ringrazio quindi chi ha inteso onorarmi sia visionando il filmato sia scorrendo la rivista pure queasta molto apprezzata.

Questa settimana che sta per chudersi è stata una settimana due facce. A momenti di grande gioia hanno fatto seguito momenti di estrema sofferenza con conseguenti stati d’animo opposti che mi hanno reso molto fragile.

Tralasciando la festa del 50° -molto bella peraltro- ho avuto la grande gioia di sentirmi profondamente amato dai miei confratelli con i quali ho condiviso un fraterno incontro conviviale e la grande tristezza di dover partecipare alla messa di suffragio del giovane Federico, morto per un tragico incidente sul lavoro.

Mentre i confratelli mi porgevano la torta augurale con i mini fuochi d’artificio augurali e mi scattavano le foto io col pensiero ero al funerale che avrei dovuto tenere pochi momenti dopo e alle parole che avrei dovuto rivolgere alla carissima F. incinta di 5 mesi che in un attimo, per una tragica fatalità, ha perduto l’amore della sua vita!

Pensavo alle parole di conforto che avrei dovuto rivolgere ai genitori della ragazza ma soprattutto a quelle da rivolgere ai genitori del giovanotto: li ho visti lontani, quasi estranei fra loro e anche questo mi ha fatto soffrire.

Va bene. Ora basta. Penso che abbiano capito che gli ho sempre voluto bene e che gliene voglio quindi pongo tutto nelle mani di Dio. Con fiducia.