979. IN CAMMINO – Romano Molesti (in memoria)

Il 3 Aprile u.s., a pochi giorni dalla scomparsa della moglie, è deceduto  anche il prof. Romano Molesti. L’ho suffragato ieri, nel trigesimo, nel corso della Messa parrocchiale aggiungendo pure una parola in ricordo dal momento che erano presenti in chiesa due professori dell’Università.

Avevo conosciuto il prof. Molesti nell’occasione della pubblicazione di un mio libro inerente il Magistero sociale dei Vescovi Pisani (Maffi, Vettori, Camozzo e Matteucci). Aveva espresso un giudizio benevolo sul mio lavoro pur aggiungendo qualche nota critica che avevo accolto con rispetto vista la sua competenza.

Nel libro in questione, scrivendo del Card. Maffi, avevo delineato la figura del prof. Toniolo accennando pure ad alcuni professori della Facoltà di Economia dell’Università di Pisa che, negli anni, avevano portato avanti il suo insegnamento. Fra questi il prof. Guido Menegazzi, dapprima docente a Pisa e successivamente a Padova e Verona.

Così quando, causalmente, mi imbattei nel manifesto funebre che partecipava la morte del suddetto professor Menegazzi decisi di studiarne il pensiero economico e in particolare il “solidarismo economico”.

Giancarlo Lodovichi e Romano Molesti, entrambi allievi di Menegazzi, mi fecero da maestri offrendomi pure il materiale per una mia nuova pubblicazione che uscì nel 1991 col titolo “La teoria economica solidarista di Guido Menegazzi alla luce del Magistero sociale di Giovanni Paolo II”.

Molesti, grazie alla disponibilità delle signora Francesca Menegazzi, mi aveva fatto pervenire, in fotocopia dagli originali, alcuni documenti importanti della corrispondenza del Menegazzi con padre Agostino Gemelli, mons. Giovan Battista Montini (il futuro Paolo VI), Fanfani, Moro, Barbieri, Guitton, Ferrari Aggradi, il card. Siri ecc. che confermavano la sua importanza nel panorama accademico del anni ’60  e che mi furono utilissimi per la ricerca e la pubblicazione.

Subito dopo, nominato parroco a Forte dei Marmi, non ebbi più tempo per la ricerca e nemmeno per la collaborazione col prof. Molesti che però continuò a seguirmi fino a cooptarmi come consigliere “speciale” (nel senso di limitato a certi servizi) nell’Istituto di Studi Tonoliani che lui presiedeva. In questa veste ho seguito i lavori dell’Istituto partecipando ad alcune sedute via zoom del Consiglio direttivo.

Non so, al momento, come evolveranno le cose… la filiale pisana dell’Istituto potrebbe continuare ad avere vita autonoma con un  nuovo Presidente oppure essere inglobat nella Fondazione Toniolo. Per parte mia continuerò a proporre ai giovani delle scuole della Versilia l’insegnamento di questi grandi economisti cattolici.

 

978. IN CAMMINO – Primo Venerdì

Da un paio di mesi abbiamo ripreso l’usanza della Comunione sotto le due specie nel venerdì primo del mese: i fedeli, in questa occasione possono ricevere insieme col pane consacrato anche il vino.

Niente di speciale se non che consente a tutti i presenti di gustare il sacramento al modo antico in  completezza.

L’avevamo abbandonata a causa del numero crescente di coloro che partecipavano ma adesso possiamo benissimo ricominciare. L’importante è che non diventi, come già successo, un evento folkloristico.

Questo ritorno all’antico mi è stato suggerito da alcuni che vengono ogni sera a Messa e quindi mi è apparso giusto “premiarli” in questo modo tanto più che si tratta di persone di grande fede.

Se questa ripresa mi fa felice sono un po’ dispiaciuto per un’altra tradizione che invece si è (quasi del tutto) spenta e cioè la Comunione agli ammalati nel giorno del primo Venerdì del mese.

Venuto al Forte, ormai 27 anni e qualche mese fa, non c’era un elenco di ammalati da visitare e “comunicare” mensilmente. Parlando con don Clemente (il vicario del Priore Mons. Sabucco) mi resi conto che lui visitava regolarmente gli ammalati e così riuscii a compilare un elenco approssimativo.

L’elenco poi venne aggiornato anno dopo anno fino a raggiungere un numero considerevole… finchè, pian piano, non si è ridotto a pochissime unità servite, se non vado errato, da Madre Felicita, dal dottor Medori (adesso pure lui infermo…) e occasionalmente dalle dame di San Vincenzo.

Non è che non ci siano più anziani o ammalati… Magari! Forse è dipeso dalla poca precisione, soprattutto mia, nel mettere per scritto nomi e indirizzi dei fruitori di questo importante servizio.

C’è da aggiungere anche che le forze, mie/delle suore/dei vincenziani, sono diminuite e in più non ci sono ricambi…

Bisognerebbe ricominciare anche per questo servizio tanto importante. Intanto chiedo a coloro che già lo svolgono di scrivermi sul libro/giornale i nomi di chi viene visitato e poi ad altri eventuali collaboratori di farsi avanti.

A tutti chiedo poi di “usarmi la carità” di segnalarmi anziani o ammalati che potrebbero desiderare la Comunione mensile.