982. IN CAMMINO – Cantiere “in movimento”

Ho letto questa espressione sul giornale a proposito dei continui lavori in atto nel Duomo di Milano: i lavori non cessano mai perché il Duomo ha bisogno di continui interventi “di mantenimento”.

Lo stesso, fatte le debite proporzioni, si può dire anche della nostra chiesa e (almeno in parte) della casa canonica.

Il problema che affligge la chiesa come gran parte delle abitazioni (antiche) del paese è quello dell’umidità che letteralmente non dà tregua! Vi sarete accorti che da qualche anno a questa parte la nostra chiesa ha bisogno di continui interventi. Pensavo, ingenuamente, che dopo gli importanti lavori di restauro dei miei primi anni di servizio parrocchiale al Forte (tetto…) e quelli degli anni immediatamente successivi relativi agli intonaci esterni non ci sarebbe stato più necessità di ulteriori interventi almeno per una una cinquantina d’anni e invece da tre anni a questa parte è un continuo intervenire per tamponare le falle determinate, sia all’interno che all’esterno, dall’umidità.

Ogni anno se ne vanno in fumo circa “trenta/quarantamila euro”… somma importante anche per una parrocchia come la nostra che gode di una buona presenza di generosi benefattori.

Al momento il restauratore è impegnato a riprendere il corridoio di passaggio fra la chiesa e la canonica. Poi sarà la volta della navata di sinistra – quella lato mare, per intenderci – poi l’abside, il presbiterio, l’esterno lato mare, l’esterno della facciata…

Purtroppo comincia ad aver bisogno di attenzione anche l’organo. Dopo 25 anni dalla realizzazione e 24 di servizio di servizio e nonostante l’attenzione continua comincia risentire, pure quello, dell’umidità.

Se vogliamo mantenerlo al meglio e cioè che sia strumento da concerto oltre che da servizio liturgico dovremo sostituire 4 registri di cui due al pedale. Al primo di questi provvederò io stesso nell’occasione del mio 50° di Messa. Per gli altri tre spendo una parola con voi benefattori…

981. IN CAMMINO – Supplica

Il giorno 8 del Mese di Maggio in tantissime chiese d’Italia (e non solo) si recita la supplica alla Madonna del Rosario di Pompei. La preghiera viene ripetuta anche all’inizio del mese di Ottobre che è dedicato insieme col Maggio alla recita del Rosario soprattutto nelle chiese rette dai Padri Domenicani.

Sono stato soltanto una volta a Pompei. Ero con i miei parrocchiani di  San Casciano. La giornata era pessima dal punto di vista metereologico: acqua e vento per l’intera giornata. Proprio per questo motivo rinunciammo alla visita agli scavi ma non a quella della basilica del Rosario.

Entrammo in chiesa completamente zuppi d’acqua per cui ci fermammo da una parte a recitare il Rosario: è risaputo che il Rosario aiuta a calmare gli animi scossi dall’inquietudine, dal nervoso e dalla paura: non caso gli anziani che hanno vissuto il tempo della guerra raccontano che ai primi scoppi delle bombe mettevano mano alla corona del Rosario, tutti, uomini e donne!

Concluso il Rosario (la pioggia continuava copiosa) decidemmo di fermarci anche per celebrare. Ci fu accordato senza troppi problemi… problemi che invece si palesarono subito dopo e precisamente nel momento in cui i miei devoti parrocchiani si recarono nella cappella delle confessioni.

Prima una, poi un’altra, poi ancora una (tutte donne…) uscivano dalla confessione tristi e amareggiate. Chiesto il motivo di questo stato d’animo venni a scoprire che erano state cacciate dal confessione e private della assoluzione sacramentale!

Con estrema delicatezza chiesi loro il motivo di questo allontanamento e rimasi davvero sopreso nello scoprire che il motivo era stato lo stesso per tutte e tre…  Quale non posso dirvelo per evidenti motivi di segreto ministeriale… però si trattava di motivi assurdi legati alla loro condizione di donne sposate!

Cercai allora il rettore della Basilica che era pure il Vicario Generale della Diocesi il quale candidamente mi spiegò che il confessore soffriva di turbe nervose! Poi si rese immediatamente disponibile per una confessione riparatoria che fece tornare il sorriso sulle labbra delle malcapitate penitenti.

980. IN CAMMINO – Lavoro

In pochi mesi sono morti 17 operai: 5 a Firenze al supermercato in costruzione, 7 a Bargi alla centrale elettrica e adesso altri 5 a Palermo nell’impianto fognario! Può darsi pure che ne siano morti anche altri… che però non hanno avuto la risonaza mediatica di questi episodi sopra accennati.

L’opinione pubblica è sconcertata. Com’è possibile che ci siano tutte queste disgrazie sul lavoro? I giornali parlano chiaramente di responsabilità sia dei titolari delle aziende che dei dipendenti poco attenti alle norme di sicurezza. Alcuni accennano anche alle regole caotiche degli appalti e subappalti… io, e con me tantissime altre persone resto senza parole.

Mi viene da pensare a quelle povere persone, ai loro famigliari, ai sindacati, agli imprenditori… Penso che sia assolutamente necessario il rispetto per la sicurezza da parte di tutti. Il discorso ovviamente vale anche per i semplici cittadini che devono aprire gli occhi su certe situazioni potenzialmente pericolose.

Mesi indietro mi venne spontaneo fare un’osservazione a dei signori che stavano aspirando benzina da un serbatoio per travasarlo in un altro: il mezzo era rimasto all’asciutto e provavano a travasare il carburante. Una cosa nornale solo che un operaio fumava una sigaretta… E’ vero che era a distanza di un paio di metri ma poteva saltare tutto in aria! Alla mia osservazione mi ha ringraziato e ha tirato via la sigaretta.

In un’altra occasione l’osservazione è stata fatta a me… gli operai stavano smontando le canne dell’organo privi di protezione! Io non ero presente ma appena me lo hanno detto sono corso a controllare e a bloccare il lavoro.

E’ così che si fa. Fare e accettare le osservazioni è un dovere! Poi, purtroppo, le disgrazie possono capitare ugualmente… e al riguardo c’è da invocare gli angeli custodi che veglino su di noi, sui nostri famigliari e su tutti coloro che lavorano per mantenere la famiglia.