958. IN CAMMINO – Incredibile…

Come ogni mattina accendo il computer e controllo la posta mail… e cosa leggo? Davvero incredibile! A distanza di ormai otto anni dalla sua morte c’è ancora chi si ricorda di mio fratello.

Vi riporto il messaggio (anche se sfrondato di qualche dettaglio per motivi di privacy) per parteciparvi la mia gioia.

Ho saputo purtroppo solo ora della morte del mio professore di Immunologia. L’ho sempre considerato una persona preparata e veramente umile nel proporsi anche agli allievi e critica nei confronti del sapere. L’ ho sempre portata ad esempio anche ai miei figli ed ai miei colleghi e quanto ha scritto non fa altro che aumentare la mia stima.

In effetti mio fratello era una brava persona. Aveva scalato la montagna della docenza universitaria fino a raggiungere la vetta ma era rimasto sempre lo stesso… senza darsi tante arie. Un vero scienziato mai geloso delle proprie competenze che volentieri partecipava ai suoi giovani collaboratori nella Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Pisa.

957. IN CAMMINO – Davide e Sara

A leggere il giornale c’è (quasi) sempre da mettersi le mani nei capelli. Guerre, cattiverie varie, insulti, provocazioni. I giornalisti hanno cosi tanto materiale fra le notizie cattive da dover scegliere… non li invidio davvero.

Non li invidio perché immagino che:

1) siano costretti a “nuotare” in questo mare magno di notizie cattive con probabili coinseguenze per il loro fisico (cattiva digestione ecc.) e la loro psiche (chissà quanti incubi notturni)!

2) e debbano poi scegliere quelle che, per la loro cattiveria, potrebbero risultare maggiormente attraenti per i lettori visto che, purtroppo, la cattiveria, in tutte le sue forme, attira molto più della bontà.

Ogni tanto spunta una “buona notizia” ma non di quelle spacciate come tali ma che in realtà non lo sono bensì di quelle autentiche che toccano il cuore e fanno sgorgare lacrime.

Stamani, ad esempio, dopo i consueti articoli sulla guerra, sulla violenza di mafia, sulle diatribe vaticane ecc. è spuntato un articoletto che mi ha commosso. Davide Faraone ha parlato di sua figlia Sara – affetta da una leggera forma di autismo – con parole davvero amorevoli.

In particolare mi ha commosso quando, rispondendo a una domanda del giornalista che gli chiedeva quali potessero essere le felicità di un genitore di un figlio autistico ha risposto così:

(le felicità stanno) nelle piccole cose. Quando Sara è nata mi sono immaginato il giorno del suo matrimonio, io che l’accompagnavo all’altare, vestita di bianco. E all’altare vestita di bianco l’ho accompagnata: il giorno della sua prima comunione. Questa è (stata) la mia felicità”

Non conosco e non conoscerò mai la famiglia Paragone perché il mio blog raggiunge un numero limitato di lettori ma se lo incontrassi gli direi che condivido in pieno questo suo dire. Anch’io, da sacerdote, ho avvertito la sua stessa gioia nel preparare (alla) e nel celebrare la prima Comunione di alcuni bambini affetti da questa patologia. E, aggiungo, nel constatare che questo traguardo è stato il primo di altri traguardi apparentemente impossibili come la laurea, il matrimonio, la professione…

Un abbraccio al papà e alla figlia con l’augurio di una vita felice.

956. IN CAMMINO – Si ricomincia…

In che senso?

Si ricomincia con il catechismo, con gli appuntamenti vicariali, con la pastorale giovanile, con i gruppi di preghiera e tutto il resto.

Però si ricomincia anche con la benedizione delle famiglie.

Mi spiego meglio. Col vecchio sistema, giunto a Pasqua, riponevo l’aspersorio e me ne stavo tranquillo: il mio giro lo avevo fatto, le persone erano state avvisate, chi aveva avuto voglia e tempo per incontrami lo aveva fatto… insomma, me ne potevo stare tranquillo ad aspettare il nuovo anno.

Adesso non posso più fare questo ragionamento. Avendo scelto di far visita agli anziani e agli ammalati (e di andare dagli altri “a richiesta”) devo per forza continuare.

Intanto perché gli anziani e gli ammalati sono innumerevoli e poi perché i nuovi residenti potrebbero reclamare perima dell’estate una mia visita.

Ci sono tantissimi cantieri aperti ma a breve, forse a brevissimo, le nuove abitazioni sarenno pronte per ospitare le famiglie e allora sono certo che vorranno contattarmi per avere la benedizione della casa.

Staremo a vedere. Al momento non sto male di salute e quindi spero di poter concretizzare, con l’aiuto di Dio, questo programma.

Ultima cosa. La Pasqua è andata bene. Non ci dimentichiamo di ringraziare il Signore.