2088. IN CAMMINO – Via Matris

Mercoledì scorso, giorno delle CENERI abbiamo iniziato il cammino penitenziale quaresimale proseguito poi con la VIA CRUCIS e finalmente proseguito ieri sera con la VIA MATRIS.

Quest’ultima devozione risultava a me sconosciuta finché non sono giunto a Forte dei Marmi. Alla mia prima esperienza, nel settembre del 1997, mi fu suggerito di esporre delle piccole stampe raffiguranti i dolori della BVMaria Addolorata e di fermarmi davanti a queste recitando ogni volta una preghiera penitenziale.  Tutto questo prima della Messa feriale.

Non fu una bella esperienza perché se io non sapevo cosa dovessi fare di preciso ma non lo sapevano nemmeno i presenti (salvo poche eccezioni).

Fu un mio errore perché avrei dovuto consultarmi prima col priore Sabucco e poi, eventualmente, con gli altri…

Don Janni mi chiarì le idee spiegandomi che quella era una devozione antica mutuata dalla Madri Canossiane e allora, preso contato anche con le Suore, dall’anno successivo, iniziai a proporla nella forma attuale integrando un testo di base scritto dal Priore Pasquali (poi arricchito da don Janni) con alcuni spunti suggeriti dalle Madri e altri direttamente proposti dai fedeli.

Nel frattempo mi sono appassionato a questa devozione ma non tanto perché ho contribuito a rivalutarla ma proprio per la sua forma così appassionante.

Appassionante è la parola giusta!

Infatti si prega per gli ammalati, per i drogati, per gli anziani, per piccoli, per i poveri… insomma per tutti coloro che hanno maggiormente bisogno della protezione della Madonna.

Ecco, ieri sera, mentre recitavamo la preghiera di rito, ripensavo a tutte queste cose ed ero felice nel sentire le tante voci dei presenti che rispondevano alle mie invocazioni.

Dovremmo, con l’aiuto di tutti, coinvolgere anche qualche ragazza più giovane in modo che anche le future generazioni mantengano questa bella tradizione.

 

2087. IN CAMMINO – Sono invecchiato…

Eh sì, sono proprio invecchiato! Almeno stando a certe attenzioni, un tempo impensabili, che invece oggi mi vengono rivolte.

Sono stato in una RSA per far visita a una anziana signora e una delle Operatrici socio-sanitarie presenti nella struttura mi ha preso sottobraccio per accompagnarmi nella stanza della direzione.

Al mio chiedere il motivo di tanta attenzione mi sono sentito rispondere che questa era l’attenzione consueta riservata ai nuovo ospiti!

Ancora, andando in Banca, la cassiera si è premurata di scrivermi con precisione l’assegno per chiedermi apporre soltanto la firma.

In effetti comincio ad avvertire i disagi propri dell’età anche se i medici mi assicurano che almeno per qualche altro anno dovrei “reggere” a patto di rispettare una dieta equilibrata, poco stress emotivo, e nessun tipo di preoccupazione .

Tutto il contrario di quanto sto facendo perché con una media di due/tre funerali a settimana e tutta l’emozione che mi provocano, le rate settimanali da pagare ai vari creditori ecc. quando mi siedo a tavola mi viene una fame da lupi col risultato valori ematici in continua crescita.

Speriamo bene.

2086. IN CAMMINO – Giovanni Pisano

Sono stato invitato alla presentazione della mostra su GIOVANNI PISANO e devo dire che l’ho trovata oltremodo interessante.

A iniziare dal busto marmoreo che lo rappresenta sito all’ingresso della mostra, spezzato in due dalla furia (accresciuta dai fumi dell’alcool) dei soldati americani che lo mitragliarono – come avvenuto in piazza a Forte dei Marmi con la scultura marmorea – scambiandolo per un gerarca fascista…

La sua è una storia che alterna momenti di fama a momenti di oblio fino alla riscoperta di quest’ultimo periodo storico che non posso riassumere in poche righe (anche perché in cucina c’è il rappresentante dell’Agenzia Turistica che mi attende per i dettagli del pellegrinaggio ad Assisi)…

Limitandomi all’essenziale faccio presente che l’artista scolpì fra il 1302 e il 1311 il famosissimo Pergamo del Duomo di Pisa.

Quando nel 1595 il Duomo andò a fuoco il Pergamo stesso venne smembrato in attesa del restauro che venne completato soltanto nel 1926!

Non aggiungo altro se non l’invito a visitare la mostra nella sede dell’Opera del Duomo a pochi passi dalla Torre Pendente.