2074. IN CAMMINO – La storia ci insegna

… a soccorrere il povero, a proteggere il forestiero, a sostenere il perseguitato, a non giudicare chi ha sbagliato.

Scorrendo i libri d’archivio ho scoperto che i miei predecessori sono stati esemplari da questo punto di vista. Non starò a specificare perché alcuni dati  sono tuttora protetti dal segreto ma davvero hanno fatto in tutto il loro dovere di cittadini e di sacerdoti spesso rimettendoci di persona.

Anch’io, sebbene non sia alla loro altezza, cerco di aiutare per quelle che sono le mie capacità e possibilità giorno dopo giorno cercando di apparire il meno possibile.

Questo per il mio carattere schivo ma anche per evitare commenti cattivi come quelli espressi dai così detti leoni da tastiera che dietro l’anonimato tranciano giudizi malevoli.

Ai tempi dei miei predecessori non c’era da aver paura dei commenti via social ma delle persone che per vile denaro denunciavano gli ebrei … condannandoli ai campi di sterminio.

Proprio questa mattina ho saputo che uno dei miei predecessori al Forte, don Egisto Salvatori, verrà a breve nominato “giusto fra le nazioni” per aver protetto e salvato da morte certa una giovane mamma.

La protesse dal freddo col suo mantello da sacerdote e assicurò a lei e alla neonata il necessario per sopravvivere finché non riuscì a ripararla in un luogo sicuro.

Nessuno era al corrente di questo suo gesto semplice e al contempo eroico finché la stessa protagonista, divenuta grande, non ne parlò attingendo ai ricordi della mamma!

Questo fece Don Egisto ma anche don Cesare non fu da meno falsificando i documenti di quegli ebrei milanesi che vivevano nelle case-torri del Forte e che erano ricercati dalle Autorità.

Vediamo di non dimenticare questi eroi e di imitarne il coraggio.

2073. IN CAMMINO – in memoria di un…

… albero.

Immagino che siate incuriositi da questo titolo stranissimo… Si avverte compassione per le persone, per gli animali… ma dobbiamo avvertire compassione anche per le piante? Non sarà un’assurdità?

Pensate pure come vi pare… ma io sento compassione anche per le piante e addirittura per le realtà inanimate come ad esempio l’acqua (inquinata), le montagne (distrutte), il terreno (violentato da uno sfruttamento scriteriato).

In questi giorni, tornando dalla camera mortuaria del Versilia, mi si è fermato lo sguardo sul un povero albero che è stato capitozzato crudelmente. Non mi intendo di potature e quindi ignoro il motivo di tanto scempio … può anche darsi che sia stato fatto per curare la pianta… non lo so.

Però mi è tornato alla memoria un episodio analogo di quando ero parroco in altra sede. Gli alberi maestosi chi ornavano la piazza- erano platani secolari con fronde altissime- vennero potati in modo radicale lasciando soltanto del monconi. Al dire di chi aveva operato la potatura la “cura” avrebbe dovuto rinvigorirli… Il risultato fu invece la morte dei poveri alberi: uno dopo l’altro seccarono tanto che fu necessario abbatterli.

Così vedendo quell’albero ridotto a un fusto scheletrito ho ripensato a quell’episodio che mi amareggiò tantissimo. Spero di sbagliarmi e di rivederlo entro un po’ di tempo ornato di fronde…anche se – come intuite dal titolo della presente nota – ho i miei dubbi.

2072. IN CAMMINO – San Biagio

Sono in partenza per Pietrasanta, invitato dal parroco alla concelebrazione in onore di San Biagio.

Fuori sta piovendo a dirotto ma non credo che la pioggia impedirà ai fedeli di raccogliersi in Duomo per la celebrazione: la devozione nei confronti del Santo patrono degli ammalati (gola e altro) è fortissima!

Andrà peggio per i festaioli che sono soliti invadere il paese con le varie mercanzie, per i ristoratori di panini e porchetta e per gli espositori di oggetti da lavoro agricolo e di animali.

Io stesso mi sono sempre recato in anticipo rispetto all’orario della Messa per poter fare un giretto fra gli animali e gustarmi un bel panino.

Stamani vedrò il da farsi: nel caso la pioggia continuasse mi recherò subito in Duomo; nel caso rallentasse un pochino vedrò di fare un giretto in paese… al panino e alla porchetta purtroppo dovrò rinunciare per ordine medico: non riesco a controllare il colesterolo e quindi devo limitare al massimo gli alimenti ricchi di grasso.

In compenso mi fermerò a pranzo dal parroco e quindi un bel piatto di “tordelli” (come dicono in Versilia) sarà assicurato anche se dovrò sbrigarmi avendo il funerale della signora Gerda alle 14.00.

Ho dimenticato di relazionare sulla festa delle candele di ieri sera… Direi che è andato tutto bene con molte mamme presenti e pure molti bambini.

Corro via…