336. IN CAMMINO – festa di San Pio (2)

Se al mattino sono stati pochi a venire in chiesa nel pomeriggio, invece, sono stati molti fin dall’apertura alle 15.30.

Ma soprattutto la Messa delle 18.30 è stata uno spettacolo. I presenti erano felici (come il sottoscritto) perché alcuni genitori, d’intesa con gli insegnanti, hanno accompagnato in chiesa i loro ragazzi per scoprire questo personaggio incredibile. La presenza dei ragazzi non è passata inosservata, tutti così bravi e composti, con la mascherina, ognuno al suo posto marcato in giallo…

È stata, quella degli insegnanti, una scelta “culturale”, una lezione di storia “moderna” e pure “contemporanea” che i loro alunni non dimenticheranno mai.

“Moderna” perché fra i tanti personaggi storici italiani del 1900 Padre Pio, senza timore di smentite, è quello più conosciuto in assoluto se non altro per i milioni (!) di persone di ogni continente che lo pregano. Basta sfogliare la rivista dei gruppi di preghiera per capire. Sono diffusi ovunque: questa estate, ad esempio, don Martin mi spiegava della devozione a San Pio dei fedeli africani del Kenia e della Tanzania: ne sanno più loro di noi!

E il discorso non riguarda solo l’Africa ma anche l’America del sud, l’Australia, gli Stati Uniti. A proposito degli Stati Uniti incredibile l’episodio descritto – noi del Forte presenti – dall’ex-direttore generale dell’ospedale di San Giovanni Rotondo che, presente a un Congresso medico internazionale conobbe il direttore generale del più grande nosocomio americano che, in un momento confidenziale, trasse dal portafoglio il santino di Padre Pio di cui era devotissimo (e scelse l’Ospedale di San Pio come referente italiano per certe cure specialistiche no ancora attuate in Italia).

E poi una lezione di “storia contemporanea” perché hanno potuto constatare vedendo i fedeli accalcati -pur nel rispetto delle regole sanitarie- davanti al quadro del Santo che Padre Pio continua anche oggi a essere conosciuto, amato e invocato!

335. IN CAMMINO – Festa liturgica di San Pio

Rispetto alle feste degli anni passati non c’è confronto: alla prima Messa eravamo una ventina e a quella delle 10 appena 12. Davvero pochi. Però, come mi ha fatto notare un signore che viene tutti gli anni da Massa, negli ultimi due anni è andata peggio!

Può darsi che stasera, alla Messa solenne, ci sia qualcuno in più. Vi prego quindi di passare voce.

Come ogni anno ho preparato per offrirlo ai presenti il maxi-santino con una paginetta tratta dall’epistolario di Padre Pio. In chiesa è presente il testo completo. Qui sul blog, prima lo riassumo e poi mi fermo un attimo a commentare una mezza frase davvero illuminante.

Dunque Padre Pio scrive che gli assalti del demonio non ci devono condizionare più di tanto perché il Signore ci è vicino, ci protegge e ci consente di  partecipare alle sue sofferenze-umiliazioni-angosce e questa è la sintesi.

Quanto alla frase illuminante scrive che “se il Demonio ti crea problemi di continuo con tentazioni, discordie familiari, umiliazioni ingiuste ecc. VUOL DIRE CHE NON SEI SUO SCHIAVO; se invece non hai tentazioni di sorta e relativi peccati tanto che non pensi nemmeno a confessarti, se tutto ti va bene… FAI ATTENZIONE PERCHÈ PUÒ DARSI CHE SIA GIÀ RIUSCITO A GHERMIRE LA TUA ANIMA”

334. IN CAMMINO – L’Assemblea

L’assemblea vicariale non è andata benissimo. Anch’io ho le mie responsabilità perché mi è sfuggita una mail in cui si riportava lo schema per la discussione. A mia parziale discolpa il fatto che sono inondato di mail al punto che non ho il tempo per controllarle tutte con attenzione come sarebbe invece necessario.

“Sinodalità” significa “camminare insieme” ma il “camminare” della Comunità ecclesiale non è una semplice scampagnata. Il camminare ha un traguardo immediato che è la nostra santificazione (in questo caso si intende l’amore incondizionato per Gesù al di là delle nostre fragilità di natura e la fedeltà ai nostri impegni) e quello prossimo la salvezza dell’anima.

In questo camminare siamo tutti fratelli ma, come dice Sant’Agostino rivolto ai suoi fedeli, “con voi sono pecorella del gregge; per voi sono pastore” il sacerdote ha, in forza dell’ordinazione sacerdotale e del mandato del Vescovo, il compito di guidare quella quella porzione di popolo che gli è stata affidata. E di questo ne risponderà davanti a Dio.

Privare il gregge della sua guida è condannare lo stesso allo sbandamento e all’abbandono come la storia di questo ultimo trentennio ci insegna.

Purtroppo anche noi sacerdoti abbiamo non solo perduto lo smalto dei nostri predecessori ma siamo sprofondati in meschinità assurde. Non sono solito esprimere giudizi perché quello che potrei rimproverare ad altri potrei rimproverarlo a me stesso ma certi errori clamorosi come quelli di cui leggiamo in questi giorni sui giornali distruggono la nostra credibilità soprattutto agli occhi delle nuove generazioni ce, non a caso, si sono allontanati e non torneranno più!