1.132 – IN CAMMINO – Embrasse -Moi

Mi parlavano stamani di una bella canzone (degli anni passati) di Charles Aznavour intitolata “Abbracciami”.

Per assonanza letteraria mi è tornata alla memoria un’altra canzone scritta e musicata da Salvatore Martinez, responsabile del Rinnovamento nello Spirito e fine musicista che dice:

“Guardami, Signor, leggi nel mio cuor, sono tuo figlio, ascoltami.

Ritornello: Abba Padre, Abba Padre, Abbà- Abbà- Abbà

Più solo non sarò, a Te mi appoggerò, sono tuo figlio abbracciami,

Per ogni mio dolor, la pace invocherò, sono tuo figlio, guariscimi,

Grazie a te Signor, per questo immenso amor, siamo tuoi figli, alleluia”.

 

1.131 – IN CAMMINO – Fai del tuo meglio

È un’espressione che uso spesso soprattutto quando ragiono con i miei confratelli.

I tempi sono quelli che sono: guerre, cattiverie d’ogni tipo, falsità, volgarità, prepotenze varie ecc. sono all’ordine del giorno. Basta scorrere i giornali!

I ragazzi, soprattutto gli adolescenti che assorbono come spugne queste odierne “passività” fanno fatica a posizionarsi nell’alveo della tradizione cristiana che invece predica la bontà, la tolleranza, l’educazione, il rispetto.

In più ci si mettono i social che promuovono certi messaggi negativi e da ultimo l’intelligenza artificiale che spaccia per vere notizie false.

Noi educatori (genitori, sacerdoti/suore, insegnanti) siamo davvero in difficoltà anche perché – confessiamolo – pure noi, essendo figli di questi tempi malvagi, non sempre offriamo esempi virtuosi. Anzi!

Cosa fare?

Penso che l’espressione di cui sopra faccia al caso nostro.

Facciamo del nostro meglio e Dio ci aiuterà! Quindi mettiamoci tutto l’impegno possibile nel comunicare il Vangelo. Il Signore farà il resto!

1.130 – IN CAMMINO – Codici

C’è da diventare matti a gestire una transazione qualsiasi!

Fra “codice utente”, “data importante”, pw,  pin del dispositivo, cognome da nubile della mamma, referente, spid ecc. c’è da perdere la testa!

L’IBAN poi, con tutte quelle cifre, soprattutto la sfilza di zero non è facilmente memorizzabile ed è quindi facile sbagliare.

Me ne sono accorto, a mie spese, nell’inviare qualche soldino a nostri giovani parrocchiani reclusi o delle informazioni per l’Inps ai sacerdoti anziani della Diocesi.

Tutto è informatizzato ma non sempre le piattaforme tecnologiche rispondono in modo esaustivo per cui è necessario attaccarsi al telefono.

E qui comincia l’altra avventura. Per avere informazioni sull’ente premi il n° 1, per sapere … il n° 2, per questo e quest’altro il n° 3 via di questo passo fino all’ultimo messaggio: prema il n° 15 per parlare con un operatore. Ma non è finita perché l’operatore rimanda a un collega in quel momento fuori stanza.

Quando poi l’operatore si decide a rispondere è così veloce nelle indicazioni da non riuscire a capirci qualcosa.

Per chi poi, come il sottoscritto, manda tutto a memoria è un dramma perché  posso incorrere in errori o dimenticanze.

Chiudo perché ho degli ospiti…