237. IN CAMMINO – Morte sul lavoro

Stanotte non riuscivo ad addormentarmi. Penso capiterà anche a voi qualche volta. In questi casi si pensa sempre alle persone care, a coloro che hanno familiarità con noi per motivi di frequentazione, di convivenza, di lavoro ecc.

Stanotte invece mi veniva da pensare alla ragazza di Prato morta all’orditoio e al padre di famiglia di Busto ucciso dal tornio impazzito. Due vite spezzate all’improvviso, destinate probabilmente a restare dei semplici numeri nelle tragedie sul lavoro dell’anno 2o21 ma non per i loro cari familiari!

Nei miei ormai 47 anni di servizio parrocchiale, prima a Pontedera poi a San Casciano e infine qui al Forte, ho “funerato” alcune vittime del lavoro e sono stati sempre episodi sconvolgenti per me e per tutti coloro che sono rimasti coinvolti, familiari, compagni di lavoro e titolari!

Da queste terribili esperienze ho maturato il proposito di impiegare, almeno per certi lavori, soltanto professionisti. Per altri, come in tutte le parrocchie, andiamo avanti con i volontari ma si tratta di lavori “a terra” quali la pulizia delle chiese, la stireria degli arredi liturgici, i piccoli lavori di manutenzione domestica e poco altro.

Ovviamente anche i professionisti, anche quelli più preparati, possono incappare in un incidente e  quindi sono solito “raccomandare” l’attenzione fino quasi a “stressare” gli interessati.

Nella mia personale modestissima esperienza di lavori manuali ho sempre lavorato senza stipendio: ho fatto il manovale (14 giorni), il raccoglitore di presse di fieno (4 giorni) e sassi (dietro al trattore che smuoveva la terra) e lo stalliere (un giorno solo: la stalla puzzava terribilmente…per fortuna i vitellini mi fuggirono tutti dal recinto e venni cacciato con male parole). Erano tutti lavori pesanti: il rettore del Seminario li aveva scelti apposta per farci capire la fatica e la responsabilità del lavoro manuale.

Vi chiedo quindi oggi una preghiera speciale per tutti i lavoratori e una di suffragio per le vittime.

236. IN CAMMINO – Sempre a proposito della Madonna del Piastraio

Ieri pomeriggio ho postato il filmatino inquadrando la copia del quadro e fornendo le indicazioni per “gustarlo” spiritualmente: a parte l’aspetto iconografico e storico interessa il messaggio spirituale che ne viene…

Se ancora non lo avete visto cercatelo sulla pagina di ieri, fermatevi un attimo davanti all’immagine della Madonna e aggiungete una preghiera. Avrei dovuto farlo io ma, nella confusione del momento, me ne sono dimenticato…

Oggi aggiungo alcune foto, poche a dire il vero perché, come già detto, c’era molta gente  e quindi ero un po’ a disagio a sgonnellare per la chiesa distraendo tutti.

Fra i presenti don Simone, il nostro concittadino parroco di Stazzema, e i due diaconi, che lo aiutano nel servizio domenica in montagna, Gabriele e Luciano.

Adesso torno in chiesa perché c’è l’Adorazione e molti ne approfittano per confessarsi. A domani.