Commento al Vangelo di domenica 19 ottobre 2025.
Categoria: NOTE QUOTIDIANE
1344. IN CAMMINO – Suffragio
Domenica prossima, 19 Ottobre, nel corso della Messa delle 10.00 ricorderò all’altare del Signore – in suffragio – il nostro Arcivescovo Mons. Alessandro Plotti di cui ricorre l’anniversario e i tre carabinieri rimasti uccisi nell’ adempimento del loro delicato servizio.
Mons. Plotti va ricordato se non altro per il suo generosissimo servizio a favore della Diocesi. Aveva, come tutti, la sua sensibilità, i suoi pregi e i suoi limiti… forse aveva accettato per dovere la nomina ad Arcivescovo di Pisa, forse non si era sentito sufficientemente amato ma sulle generosità nel servizio non se ne discute: sempre pronto a fare il suo dovere di Pastore, giorno e notte senza avvertire sacrificio!
Una volta dimesso dal servizio pastorale a Pisa era stato inviato a Trapani dove per altri anni aveva servito la chiesa locale in un momento particolarmente delicato.
E poi era stato lui a nominarmi parroco la Forte e anche questo è un motivo per ricordarmelo e ricordarvelo.
Poi ci sarà un pensiero anche per i tre carabinieri… vittime del dovere. Non possiamo partecipare al lutto nazionale ma ritengo sia doveroso pensare a loro nel corso della Messa.
Vi invito quindi a partecipare e, anzi, a farlo presente ai vostri famigliari. Dirò anche qualche parola per i nostri giovani/ragazzi….
1343. IN CAMMINO – È l’unica cosa che so fare…
Leggo sul giornale una frase incredibile… “è l’unica cosa che so fare” detta da un adolescente ai carabinieri che gli contestavano il reato di spaccio di droga!
Ma come è possibile che un ragazzo appena adolescente abbia soltanto due traguardi: il carcere o la morte. La droga con l’aggravante dello spaccio infatti non lascia altre strade se non queste!
Mi è venuto spontaneo pensare ai nostri ragazzi: amati, seguiti in tutto dai genitori/professori/catechisti, corretti, educati ecc. e altri invece abbandonati a se stessi.
Com’è possibile?
Oggi non posso scrivere più di tanto perché mi aspettano a Seravezza per l’incontro con i confratelli (e sono già in ritardo) però faccio in tempo a invitarvi a una preghiera speciale per questi poveri ragazzi…
Non li conosciamo, è vero ma almeno stamani immaginiamo che siano nostri, sì, figli nostri!