9. IN CAMMINO “Pentecoste”

Ho appena concluso di celebrare la prima Messa di Pentecoste e sto per prepararmi a seguire la Veglia in cattedrale officiata dal Vescovo.

Desidero, anche in pochissime parole, aggiungere qualcosa a quanto ho scritto in questi giorni a proposito dello Spirito santo.

Intanto non “cos’è” ma “chi è”. È una “Persona” che offre “Amore”.

La risposta ce la offre San Giovanni quando ci spiega che Dio è “Amore”. Il Padre è l’Amore che crea, il Figlio l’Amore che salva, lo Spirito l’Amore che infiamma. E noi siamo chiamati a essere “perfetti nell’Amore” cioè a vivere l’amore trinitario.

PREGHIERA: Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo. Amen

8. IN CAMMINO Veglia di Pentecoste

Questa mattina, in Cattedrale, si terrà la celebrazione degli oli santi. Prevista nel Giovedì santo è stata rimandata per i ben conosciuti motivi e oggi, ultimo giorno del Tempo Pasquale, viene officiata.

Durante la funzione noi sacerdoti diocesani rinnoveremo i voti. Vi invito dunque, se e quando leggerete la presente nota di aggiungere alle vostre anche una preghiera per noi sacerdoti.

Sempre oggi ma alla sera, con inizio alle 21.15, ci sarà la Veglia di Pentecoste. L’Arcivescovo presiederà la celebrazione che, sebbene celebrata in semplicità, permetterà a tutti noi di non mancare un appuntamento importantissimo per la nostra vita spirituale personale e per la nostra chiesa diocesana.

La Veglia verrà trasmessa da 50Canale e dai social della diocesi.

Domenica pubblicherò il bollettino.

7. IN CAMMINO Triduo allo Spirito Santo

Capisco che quello che sto proponendo è un triduo un po’ strano ma penso non sia inutile se non altro per sfatare alcuni luoghi comuni che spesso ci capita di ascoltare.

TERZA RIFLESSIONE: Non è un’onorificenza

Vi scrivevo ieri di alcune battute irrispettose nei confronti delle Spirito. Capita, purtroppo, di ascoltarne anche da sacerdoti e addirittura vescovi! Il povero custode della chiesetta in Terrasanta che aveva liberato la colombella lo aveva fatto in buona fede e quindi poteva anche essere tollerato. Ma…

Eravamo raccolti in cattedrale per l’ordinazione episcopale di un confratello sacerdote. Era un prete semplice, privo di titoli accademici, povero ma ricco di spiritualità. Stando alle regole ecclesiastiche, non scritte ma sempre scrupolosamente osservate, non avrebbe dovuto diventare vescovo. Il vescovo è un’autorità: non  a caso si chiama “eccellenza”… “cenci rossi”, si dice a Pisa a indicare un ecclesiastico che fa carriera.

Dunque nel momento solennissimo dell’invocazione delle Spirito Santo con l’umile sacerdote prostrato a terra un confratello indicandolo con la mano disse: “È lì, quello steso in terra” come se lo Spirito non avesse saputo chi fosse il candidato. Credeva forse di aver fatto una battuta spiritosa ma in realtà fu una battuta davvero infelice.

Lo Spirito santo sa bene chi è degno di essere Vescovo. E concede i suoi doni a chi crede anche se non ha titoli. Doni che non sono medaglie o onorificenze da appuntarsi sulla giacca o sulla tonaca ma raggi d’amore che infiammano il cuore e illuminano la mente di chi crede col cuore.

PREGHIAMO: Vieni Spirito santo, manda a noi dal cielo un raggio della tua luce.