Corona virus 57

Il mese di Maggio, per antica tradizione è dedicato alla devozione alla Madonna. Nel nostra paese, da sempre, si recita il Rosario in CARANNA, nella CHIESA PARROCCHIALE, dalle SUORE, e in alcune ABITAZIONI PRIVATE. In più si tiene una commovente processione che vede riunite anche persone di fuori paese aderenti ai due gruppi di preghiera: il GP SAN PIO e il GP OPERA DI MARIA REGINA DELL’UNIVERSO e un’altra ancora che sfila per il quartiere della Caranna.

Quest’anno riusciremo – FORSE – a fare qualcosa nelle ultime due settimane. Al momento suono ogni sera le campane, alle 21.00, per ricordare a tutti il dovere di recitare almeno una AVE MARIA per mantenere in qualche modo la tradizione.

Però, fin dall’inizio dell’epidemia, è esposta solennemente in chiesa la venerata Immagine della nostra Patrona, la MADONNA ADDOLORATA, a proteggerci, darci conforto e incoraggiarci. Fin quando ci resterà? Penso proprio che ci resterà a lungo!  E sono certo che, non appena le Autorità ci consentiranno una circolazione più libera, verranno in tanti a ringraziare perché ancora una volta, come nei tempi passati, ha PROTETTO IL PAESE!

 

Corona virus 56

Ieri non ho pubblicato niente perché il server al quale mi appoggio ha avuto un problema. Nel primo pomeriggio è tornato attivo ma ormai era troppo tardi per scrivere.

Tornando un momento sull’argomento di Mercoledì (provate a rileggerlo) non solo spero ma sono certo che, almeno per alcune persone, il “futuro” non sarà come il “presente”. Sarà molto diverso e soprattutto migliore. Lo dico a ragion veduta: basta infatti scorrere i giornali per scovare delle testimonianze indicative al riguardo.

Scrive, ad esempio, un contagiato ormai guarito: “Ero in ospedale e credevo di morire da un momento all’altro. Pensavo che anche la mia famiglia, infettata da me stesso, fosse sterminata. Ora che sono guarito e ho rivisto i miei cari mi rendo conto che “TUTTO È UN DONO“. 

Ho letto anche un’altra bella testimonianza. Stavolta è una figlia che scrive: “Mio padre è cambiato. È più empatico. Si commuove per il messaggio di un amico. Anche con me. Prima mi abbracciava ma il dialogo non c’era, mentre invece ORA PARLIAMO. Un giorno gli ho dato lo sciroppo per la tosse e lui ha fatto “aaah” e si è lasciato imboccare come un bambino”.  Sono due belle testimonianze: una persona che si rende conto finalmente che la vita e gli affetti sono un DONO DI DIO e l’altra che ha scoperto l’amore filiale APRENDO IL CUORE (oltre che bocca, per lo sciroppo) a sua figlia.