Corona virus 56

Ieri non ho pubblicato niente perché il server al quale mi appoggio ha avuto un problema. Nel primo pomeriggio è tornato attivo ma ormai era troppo tardi per scrivere.

Tornando un momento sull’argomento di Mercoledì (provate a rileggerlo) non solo spero ma sono certo che, almeno per alcune persone, il “futuro” non sarà come il “presente”. Sarà molto diverso e soprattutto migliore. Lo dico a ragion veduta: basta infatti scorrere i giornali per scovare delle testimonianze indicative al riguardo.

Scrive, ad esempio, un contagiato ormai guarito: “Ero in ospedale e credevo di morire da un momento all’altro. Pensavo che anche la mia famiglia, infettata da me stesso, fosse sterminata. Ora che sono guarito e ho rivisto i miei cari mi rendo conto che “TUTTO È UN DONO“. 

Ho letto anche un’altra bella testimonianza. Stavolta è una figlia che scrive: “Mio padre è cambiato. È più empatico. Si commuove per il messaggio di un amico. Anche con me. Prima mi abbracciava ma il dialogo non c’era, mentre invece ORA PARLIAMO. Un giorno gli ho dato lo sciroppo per la tosse e lui ha fatto “aaah” e si è lasciato imboccare come un bambino”.  Sono due belle testimonianze: una persona che si rende conto finalmente che la vita e gli affetti sono un DONO DI DIO e l’altra che ha scoperto l’amore filiale APRENDO IL CUORE (oltre che bocca, per lo sciroppo) a sua figlia.

 

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