7. IN CAMMINO Triduo allo Spirito Santo

Capisco che quello che sto proponendo è un triduo un po’ strano ma penso non sia inutile se non altro per sfatare alcuni luoghi comuni che spesso ci capita di ascoltare.

TERZA RIFLESSIONE: Non è un’onorificenza

Vi scrivevo ieri di alcune battute irrispettose nei confronti delle Spirito. Capita, purtroppo, di ascoltarne anche da sacerdoti e addirittura vescovi! Il povero custode della chiesetta in Terrasanta che aveva liberato la colombella lo aveva fatto in buona fede e quindi poteva anche essere tollerato. Ma…

Eravamo raccolti in cattedrale per l’ordinazione episcopale di un confratello sacerdote. Era un prete semplice, privo di titoli accademici, povero ma ricco di spiritualità. Stando alle regole ecclesiastiche, non scritte ma sempre scrupolosamente osservate, non avrebbe dovuto diventare vescovo. Il vescovo è un’autorità: non  a caso si chiama “eccellenza”… “cenci rossi”, si dice a Pisa a indicare un ecclesiastico che fa carriera.

Dunque nel momento solennissimo dell’invocazione delle Spirito Santo con l’umile sacerdote prostrato a terra un confratello indicandolo con la mano disse: “È lì, quello steso in terra” come se lo Spirito non avesse saputo chi fosse il candidato. Credeva forse di aver fatto una battuta spiritosa ma in realtà fu una battuta davvero infelice.

Lo Spirito santo sa bene chi è degno di essere Vescovo. E concede i suoi doni a chi crede anche se non ha titoli. Doni che non sono medaglie o onorificenze da appuntarsi sulla giacca o sulla tonaca ma raggi d’amore che infiammano il cuore e illuminano la mente di chi crede col cuore.

PREGHIAMO: Vieni Spirito santo, manda a noi dal cielo un raggio della tua luce.

6. IN CAMMINO “Triduo allo Spirito Santo”

Dicevo ieri che lo Spirito santo è poco conosciuto e, di conseguenza, poco invocato. Aggiungo oggi che è anche irriso… anche se in buona fede.

SECONDA RIFLESSIONE: Non è una colomba…

E mi spiego. Quando siamo andati in pellegrinaggio in Terrasanta ci fermammo in una piccola chiesa che ricordava, se non ricordo male, la promessa dello Spirito santo e l’Ascensione di Gesù al cielo.

A parte il fatto che la chiesa era disadorna e sporca avvenne un episodio che, se procurò ilarità in alcuni presenti suscitò al contrario forte sofferenza e quasi sdegno in altri fra i quali il sottoscritto.

Infatti il custode trasse da una gabbietta una colomba e la lanciò in aria all’interno della chiesa. Quel pover’uomo voleva probabilmente usarci una cortesia: infatti si legge nel Vangelo che lo Spirito scese su Gesù “come” una colomba.

Ma il risultato fu assai triste: la bestiola, com’era facilmente prevedibile cominciò a svolazzare e a sporcare e in quel contesto ci furono battute poco felici sullo Spirito santo che mi fecero dispiacere…  Ma c’è di peggio!

Intanto preghiamo: VIENI O SPIRITO CREATORE, VISITA LE NOSTRE MENTI, RIEMPI DELLA TUA GRAZIA I CUORI CHE HAI CREATO.

 

5. IN CAMMINO “Triduo allo Spirito santo”

Sabato sera, con la Messa prefestiva, inizia la solenne festa della Pentecoste. Alla sera si terrà, trasmessa dall’emittente pisana 50Canale, la Veglia diocesana presieduta dall’Arcivescovo, in Cattedrale.

Negli anni passati anche nella nostra Parrocchia si teneva la Novena (9 giorni di preghiera e riflessione sul tema dello Spirito santo). Quest’anno, per i motivi che ben conoscete che ci impongono una maggiore sobrietà nella gestione delle celebrazioni, non c’è stata. Abbiamo soltanto aggiunto una preghiera allo Spirito santo, la più semplice, che vi riporterò qui sotto non prima però di avervi proposto tre brevi riflessioni (un triduo), una per ognuno di questi ultimi tre giorni.

Proverò poi, nel corso dell’estate -proseguendo la mia ormai ventennale esperienza di catechismo ai fedeli – a spiegare per bene chi è, come si manifesta e come va invocato!

PRIMA RIFLESSIONE : Non è un portafortuna!

Lo Spirito Santo è definito “il grande sconosciuto” perché, a torto o a ragione, viene poco considerato e spesso male inteso come proverò a spiegare.

Al catechismo se ne parla pochissimo ma non perché non sia previsto dal programma quanto perché è un argomento difficile da spiegare e quindi si preferisce non parlarne.

I ragazzi, in genere (e questa è stata anche la mia esperienza), cominciano a sentirne parlare e quindi cominciano a invocarlo man mano che vanno avanti negli studi. Quando questi si fanno più complicati ecco che, spesso dietro suggerimento di amici/familiari ecc., si trovano a invocarlo ma più per scaramanzia che per altro.

Ricordo ad esempio una delle mie colleghe, professoressa di matematica al Liceo scientifico S.C. di Pisa dove ho insegnato per 14 anni, mi rivelò d’avere nel portafogli fin dai tempi dell’Università un santino con la “sequenza” (è una preghiera che si legge durante la Messa di Pentecoste) dello Spirito santo con, sul retro, un’immagine di San Giuseppe da Copertino, patrono degli studenti un po’… asinelli!

Ecco, allora, il primo grave equivoco. Lo Spirito santo viene invocato quasi fosse un talismano, per far bene alle interrogazioni. Ora, è vero che fra i doni dello Spirito Santo c’è anche il dono della “scienza” e quindi può essere invocato per aiutarci a capire la nostra vocazione ecc. ma non per farne una specie di portafortuna scolastico!

PREGHIERA ALLO SPIRITO SANTO.

“Vieni Santo Spirito, riempi i cuori di noi tuoi fedeli, accendi in noi il fuoco del tuo Amore”