1299. IN CAMMINO – Preti martiri (1)

Iniziano oggi i giorni-ricordo degli eccidi compiuti dagli occupanti tedeschi in Versilia (Molina, Sant’Anna, Valdicastello) e in Lucchesia (Lucca-città, Farneta, Piana di Camaiore ecc.).

Questa mattina ho guidato la celebrazione in memoria di don Fiore Menguzzo e dei suoi famigliari (adulti e bambini) che furono sterminati a colpi di mitra e bruciati con i lanciafiamme.

Don Fiore è stato l’ultimo prete versiliese ad essere omaggiato con la medaglia d’oro al valor civile: pensavano che fosse fuggito e invece la documentazione storica ha confermato quello che alcuni sapevano con certezza e cioè che era stato strappato dalla canonica, torturato, ucciso e dato alle fiamme! Da qui l’attribuzione della medaglia…

Don Fiore era un uomo buono e forse è stato proprio questo suo modo di fare che l’ha condannato alla morte.

Oltre che sacerdote era infermiere e quindi, per fedeltà all’etica medica, curava chiunque si presentasse alla sua porta quindi anche i partigiani della montagna.

In più conosceva la lingua tedesca e quindi si adoperava per addolcire, per quanto possibile, il comportamento dei militari tedeschi.

Si trovò quindi a essere osteggiato sia dai partigiani – perché pensavano che fosse colluso con i tedeschi – sia dai tedeschi perché curava/medicava anche i partigiani, addirittura in canonica!

Alcuni parrocchiani lo difendevano… altri lo accusavano e così finì seviziato, ucciso e, per lunghi anni, dimenticato come si dimentica una persona cattiva. Invece don Fiore era un buono, forse troppo buono e proprio questo suo atteggiamento conciliante determinò la barbara uccisione e la condanna all’oblio.

1298. IN CAMMINO – Angeli (2)

Come scrivevo ieri alcuni amici, avendo saputo della lezione straordinaria della prof. Morlacchi su “GLI ANGELI NELL’ARTE”, mi hanno chiesto informazioni dettagliate e non solo.

Una giovane pittrice, della mia vecchia parrocchia di San Casciano,  mi ha chiesto infatti l’autorizzazione a esporre i suoi quadri  riguardanti gli angeli, in chiesa, per qualche giorno.

Le ho dato il consenso anche se gli angeli in questione hanno ben poco di “angelico” per lo meno in riferimento alla tradizione iconografica che li rappresenta con le ali e con forme maschili e femminili al contempo.

Questi angeli non hanno ali e sono per lo più angeli femmine.

Di questi, anzi di queste, alcune hanno un volto da me ben conosciuto (sono stato parroco a San Casciano di Cascina per una quindicina di anni).

Le ho chiesto spiegazioni.

Lei mi ha spiegato che, nella sua concezione artistica, questi angeli “hanno una spiritualità fatta di anime vissute e poi volte a guidare chi è rimasto

E cioè, le ho chiesto…

“Non angeli scesi dal Cielo ma angeli saliti dalla Terra: nati uomini/donne e fatti anime (angeli) lasciando la vita”.

Guide di vivi essendo stati pure loro carne e pensiero”.

La spiegazione pur non essendo “canonica” mi è piaciuta e quindi ho concesso il benestare all’esposizione.

Anche la dottrina cattolica infatti, soprattutto quando si tratta di bambini/bambine morti in tenera età, li chiama ANGELI!