1268. IN CAMMINO – Ogni fegato …

“Ogni fegato di mosca fa sostanza”. Questo adagio me lo ha ricordato un amico e collaboratore carissimo che, al contrario di me, non si lascia sopraffare dagli incerti della vita…

E mi spiego…

È arrivata la nuova rivista… quella d’estate. Davvero bella nella forma e interessante nei contenuti. Nei giorni a venire potrete vedere e giudicare voi stessi. Naturalmente la rivista ha un costo ma almeno fino a oggi non ho avuto problemi.

Per questo numero invece ne avrò perché ho sulle spalle (e chissà per quanto tempo ancora) quel prestito mai restituito (se non in parte) che mi costringe a fare economia su tutto perfino sul suono delle campane, sui gelati dei bimbi del catechismo, sul restauro della chiesa, sui mensili per i carcerati ecc. Com’è noto mi sono preso un mezzo esaurimento a causa di questa vicenda…

Ora proprio stamattina mi è giunto un contributo (modestissimo) per la rivista e la cosa mi ha reso felice. Ha reso felice anche il mio collaboratore di cui sopra che è uscito con quell’adagio che non conoscevo ma ho trovato assai calzante nella mia situazione: una piccola donazione però importantissima in questo momento.

Scusatemi per questo piccolo sfogo. Mi vergogno tantissimo!

1267. IN CAMMINO – Chiaroscuro

In chiaroscuro la festa di San Giovanni.

Poteva andare meglio ma poteva anche andare peggio… quindi cerchiamo di accontentarci: c’è anche da dire che nel parco faceva un gran caldo mentre invece sul mare si stava d’incanto …

E poi i gelati erano ottimi, l’accoglienza delle Suore speciale e le foto sono venute benissimo. Non possiamo certo lamentarci. Sarebbe un insulto alla divina Provvidenza.

In chiaroscuro anche la Casa del Clero anziano a Lucca di cui mi avevano raccontato tante cose belle…

Un tempo era la Casa dei Preti ecc. oggi è una RSA come altre, gestita da una cooperativa: persone gentili  ma niente di speciale. Quindi non è il caso di farci affidamento.

Sono contento però d’esserci andato in visita. Almeno me ne sono fatto un’idea.

Ora mi riposo un pochino e vado a celebrare il funerale della signora Erina, classe 1922… la più anziana di Forte dei Marmi morta serenamente nel suo letto, accudita con amore dalla badante edai suoi cari !

1266. IN CAMMINO – San Giovanni Battista

Oggi, festa di San Giovanni, vogliamo affidare al Signore i nostri piccoli perché crescano sani, buoni e possibilmente anche amici di Gesù come lo fu Giovanni.

Per lui fu più facile perché era cugino di Gesù… per noi è un po’ più complicato ma sono certissimo che con l’intercessione di San Giovanni non si perderanno mai… per strada (mi riferisco alla loro vita…).

Il motivo che mi spinse ormai molti anni indietro ad affidare i nostri piccoli a San Giovanni Battista sta in una mezza frase che si legge nel passo di Vangelo proposto proprio oggi dalla liturgia.

Dice dunque il Vangelo che proprio nell’imminenza della nascita del bambino il papà Zaccaria ebbe una visione che però lo lasciò muto…

Ovviamente, essendo muto, non riusciva a spiegare cosa gli fosse successo però quando nacque il piccolo si impose e scrisse su una tavoletta cerata che il bimbo avrebbe dovuto chiamarsi Giovanni (Yeho – il Signore –  Kanan – misericordia) visto che lui e la moglie Elisabetta lo avevano avuto come “dono” della misericordia/bontà del Signore.

E ribadì quanto aveva scritto nel momento in cui – poco dopo – recuperò la parola.

Al che i presenti, considerato il doppio miracolo cui avevano assistito, cominciarono a chiedersi che destino avrebbe potuto avere il bambino: “E tutti i presenti si chiedevano: che sarà mai di questo bambino?”

Lo stesso lo penso spesso anch’io riguardo ai nostri bambini: quale sarà la loro vita? Cosa faranno da grandi? Resteranno buoni e fedeli al Signore o si perderanno? Diventeranno dei personaggi o resteranno nell’ombra? Avranno una vita felice o saranno infelici?

Oggi dunque nel chiederci quale vita potranno avere i nostri ragazzi vogliamo affidarli al Signore tramite l’intercessione di San Giovanni.