1265. IN CAMMINO – Corpus Domini

La Domenica è trascorsa serenamente… tutte le celebrazioni sono state più che dignitose con i fedeli presenti tutti attenti e partecipi. Sono mancati un po’ di ragazzi ma questo è fisiologico con tutte le lezioni di catechismo che si sono dovuti sorbire nel periodo pre-Comunione… anche i giovanissimi e i giovani sono stati pochi ma quelli presenti hanno dimostrato una maturità da adulti.

Me lo ha fatto notare, giustamente, un papà presente a Messa con i suoi figli. Un altro genitore – una mamma – mi ha spiegato che i suoi figli, nonostante l’assenza alla Messa festiva, sono tuttavia presenti a quella feriale in suffragio dei nonni.. e questo mi ha confermato nella mia convinzione e cioè che il ricordo degli antenati – recenti o antichi che siano – tocca anche il cuore dei più giovani.

Dunque ieri, festa del Corpus Domini, ho parlato dell’Eucarestia che è il centro della nostra fede e il culmine della nostra devozione.  Ho contestato, sebbene in modo molto soft, certe impostazioni teologiche che vorrebbero fare della “Cena del Signore” una cena qualsiasi. Ho spiegato inoltre che la doverosa attenzione per i poveri non è in contraddizione con la devozione Eucaristica.

Non ho fatto esempi per non appesantire la riflessione ma l’esempio dei santi di ogni tempo al riguardo è di grande insegnamento. Madre Teresa di Calcutta, e insieme a lei le suore della sua congregazione, iniziava la pesante giornata a tu per tu con poveri e derelitti di ogni specie, con lunghe ore di Adorazione Eucaristica… e così tanti altri personaggi più o meno conosciuti. Viceversa coloro che si sono tanto affannati per il prossimo senza però il supporto della Messa/Comunione/Adorazione si sono stancati e hanno mollato il servizio ai poveri e perduto la fede.

Sempre ieri, alla fine della Messa delle 19.00, ho esposto per pochi attimi in Ss.mo Sacramento e ho dato la benedizione ai presenti concludendo con le acclamazioni eucaristiche (Dio sia benedetto ecc.). Tutti ha gradito questo rimando, sebbene brevissimo, alla festa del Corpus Domini.

 

1264. IN CAMMINO – Yuma

C’è stato un film (“quel treno per Juma”) in  cui un pistolero accetta di accompagnare al carcere di Juma un bandito… Non ricordo un granché; ricordo soltanto che Juma era una casa di reclusione con una triste fama per la durezza dei suoi carcerieri… direttore compreso.

Juma quindi, nella mia immaginazione, è una parola che evoca violenza, cattiveria, sangue, impiccagione ecc.

Adesso seguitemi con attenzione nello svolgimento dei fatti. Avendo saputo, casualmente, che la cagnolina-mamma della mia piccola e dolcissima Lola era in zona ho deciso di farle visita convinto che l’incontro tra le due cagnette – la mamma e la figlia – potesse essere d’utilità a entrambe: la mamma sarebbe stata felice di rivedere sua figlia e … viceversa.

Invece…

Le cose sono andate in modo difforme rispetto alle mie previsioni e ai miei desideri. Appena ci siamo presentati si è fatta avanti una cagnetta sovrappeso che ha iniziato subito ad abbaiare come una forsennata (sostenuta in questo da un’altra furiosa bestiola di buona taglia…).

Ho cercato di tacitare i due animali indirizzando loro parole gentili ma non c’è stato niente da fare. Continuavano a latrare indispettiti per la presenza della povera Lola… che, con gli occhi mesti e la coda fra le zampe, tremava impaurita.

Per fortuna è uscita la padrona che è riuscita ad allontanare il cane più grande e a calmare la mamma-cane chiamandola per nome: “Yuma, Yuma, stai brava… è venuta la tua piccolina a farti visita”.

A senire il nome della bestiola mi si è gelato il sangue…

E infatti Yuma mostrava i denti abbaiando furiosa… Al che sia io che la padrona della cagnolina abbiamo pensato che forse era il caso di rimandare l’incontro ad altro momento.

E così è stato. Siamo risaliti in macchina … io avvilito e la Lola distrutta psicologicamente al punto da abbandonarsi sul sedile posteriore dell’auto in preda a pseudo-conati di vomito.

Povera Lola! A scusante della mamma-cane aggiungo che Yuma mi sembrava cecuziente… forse non l’ha riconosciuta. Il prossimo incontro, su terreno neutro, andrà senz’altro meglio.