È venuto un ventaccio dal Nord e la temperatura è scesa di parecchio. Già ieri sera avvertivo freddo e stamani ancora di più nonostante abbia acceso il riscaldamento.
Naturalmente mi sono già preso un bel raffreddore e il mal di gola.
Il motivo di tutto questo (raffreddore e mal di gola) è la canina che reclama il suo tempo e il suo spazio vitale: quindi vuol uscire con qualsiasi tempo per almeno un’oretta al giorno, fra mattina e pomeriggio, per fare jogging (prescritto dal veterinario pe dimagrire) e si ostina fare i bisognini in una ben precisa aiuola del centro disdegnando altre possibilità seppure più comode.
Ieri sera ho cercato di convincerla che non era il caso di uscire ma non c’è stato niente da fare. Mi guardava con occhio stranito come dire: “guarda che se non mi porti fuori faccio la spia al veterinario” e quindi sono stato costretto a uscire. Poi ci siamo fermati un poco in chiesa per aspettare i coristi ma ero vestito leggero e quindi ho preso freddo.
E va bene. Pazienza… prenderò qualche antinfiammatorio nella speranza che mi passi e possa recuperare una buone voce per il canto della notte di Pasqua.
Questo freddo danneggia soprattutto gli agricoltori e i vivaisti ecc. che pensavano di aver ormai scampato il freddo dell’inverno. Quando ero parroco in campagna vedevo che i contadini, in queste circostanze di tempo sfavorevoli, accendevano dei fuochi con i copertoni smessi delle automobili che restavano accesi tutta la notte e pure buona parte della mattina salvando così le colture. Era uno spettacolo vedere la campagna illuminata dai fuochi!
Un anno, purtroppo, detti fuochi non furono sufficienti per smorzare il rigore della gelata notturna che fece letteralmente strage degli olivi. In quella stessa notte, intorno alle 3, morì la cara sig.ra Marchesa Serlupi-Ollandini. Io ero al suo capezzale con i figli e sentivo le voci allarmate degli stessi e dei dipendenti della fattoria che temevano quello che poi accadde e cioè la tremenda gelata che costrinse a recidere al calcio tutte le piante dell’oliveto! D’altra parte loro avevano da pensare alla povera mamma che stava morendo e così i famigli che erano legatissimi alla signora!
Speriamo che adesso non accada lo stesso col freddo a “bruciare” le piante che stanno già germogliando.