993. IN MEMORIA – Padre Roberto Coggi o.p.

Ho letto sul giornale l’annuncio della scomparsa di Padre Coggi, mio professore di teologia sistematica a Bologna negli anni 1983-1986.

Era un professore preparatissimo soprattutto nel campo della teologia sistematica e della filosofia: conosceva Tommaso D’Aquino come pochi e si preoccupava di farlo conoscere “sine glossa” cioè senza fermarsi ai commenti degli studiosi ma attingendo direttamente ai testi della Summa Theologiae (che mi costrinse ad acquistare…). Lui stesso però, consapevole della difficoltà della disciplina, aveva curato dei libri “divulgativi” per rendere più facile ai laici l’accesso all’Autore.

Fra le varie materie che compongono la teologia sistematica (Antropologia, Cristologia, Trinitaria, Sacramentaria, Ecclesiologia ecc.) preferiva la Mariologia, cioè la dottrina riguardante la Madonna della quale era devotissimo al punto che sgranava continuamente il Rosario incurante dei commenti salaci degli studenti e dei colleghi professori.

In questo era il vero “teologo” tomista che, alla scuola di San Tommaso, pregava quanto insegnava e viceversa…

Personalmente lo apprezzavo per un motivo particolare: non era, come altri professori, approssimativo nell’insegnamento e indulgente negli esami bensì preciso fino allo scrupolo e severo.

“Severo” non è il termine adatto ma sul momento – scrivo sempre di fretta – non trovo un sinonimo adatto. Le sue interrogazioni duravano da un’ora a un’ora e mezzo: ogni punto del programma veniva esaminato con cura allo scopo di verificare se lo studente aveva veramente assimilato l’argomento oppure si era limitato a una lettura superficiale.

Questo modo di esaminare consentiva all’insegnante di verificare la preparazione e allo studente di dimostrare il proprio valore. Mi vergogno un po’ a scriverlo ma con lui non ho mai avuto problemi e ho sempre avuto il massimo dei voti mentre invece con altri professori, talvolta, ho un po’ stentato  a raggiungere il minimo.

992. IN CAMMINO – Santa Rita (2)

Sì, anche quest’anno è stata una bella festa con tante persone devote e raccolte. Ormai non c’è più bisogno dei manifesti perché gli “amici” di Santa Rita non ne hanno più bisogno come, del resto, anche quelli di Padre Pio o di Santa Gemma… in effetti si tratta di tre grandi “mistici” capaci di intenerire il cuore anche di chi è lontano dalla pratica religiosa.

Le roselline non erano un granché, è vero, però hanno fatto la loro figura ugualmente. La stagione, prima col grande caldo e poi con gli acquazzoni di questi ultimi giorni, le ha sciupate tant’è che i rivenditori sono stati costretti a ripiegare su quelle di frigorifero e si vedeva…

Veramente sull’altare, proprio sotto la reliquia, c’era una rosa bellissima che intendevo conservare per poi impiantarla nel nostro giardinetto… la rosa in questione proveniva da una “talea” raccolta nel giardino delle suore di santa Rita a Cascia!

Come siano riusciti ad averla proprio non lo so perché le Suore sono attentissime a che nessuno metta il naso nel loro giardino privato (che è lo stesso giardino dei tempi di Santa Rita…) ma evidentemente la persona che è stata autorizzata è stato giudicato (si tratta di un uomo) degno di tanto onore.

Non credo di dover attendere ancora un anno perché il donatore viene tutte le domeniche in chiesa e quindi me ne farò regalare un’altra per provare poi a innestarla sulla pianta di rose nel giardino di San Giovanni Paolo II.

Nella predica mi sono lasciato scappare che Santa Rita continua anche oggi a fare miracoli… e non solo a Cascia ma anche in Versilia. Alcuni fedeli, attentissimi alle mie prediche, vorrebbero sapere qualcosa in più ma non ritengo di poterli accontentare per rispetto della privacy di queste stesse persone che potrebbero finire in pasto alla curiosità morbosa. Vi basti sapere che Santa Rita continua a fare grazie soprattutto spirituali.