983. IN CAMMINO – Erano tortore…

Ieri mattina ho notato che il pavimento all’ingresso del portale grande della chiesa era stato lordato per l’ennesima volta dai piccioni. Mi sono chiesto come avessero fatto visto che prima le “spazzine” e poi noi in persona, io Lorenzo e Dimitri, eravamo sempre stati in chiesa e non avevamo notato ombra di piccioni.

Mentre Lorenzo puliva il pavimento abbiamo improvvisamente scoperto il motivo visto che una deiezione ci è piombata in testa: questi simpatici animaletti avevano edificato un nido proprio all’ingresso della chiesa sul lampadario sopra il portale.

Scoperta la causa abbiamo immediatamente di provveduto al rimedio… solo che il nido era occupato da due piccoli piccioncini. Come fare?

Intanto abbiamo tolto il nido e successivamente individuato un rifugio per i due esserini. Il rifugio però si è rivelato inadatto fin dal principio perché troppo esposto agli occhi famelici dei gatti… Quindi, pensa e ripensa, abbiamo optato per la casa canonica. Ma dove deporre i piccoli e soprattutto come alimentarli visto che uno dei due era ancora digiuno e reclamava a gran voce la pappa.

La canonica è piena di gente che va e viene e non era il caso di intralciare ulteriormente il lavoro della Flavia tanto più che non gode di troppa salute ed è in lista d’attesa per un intervento chirurgico. Quindi abbiamo chiesto aiuto a Roberto, l’uccellaio, che ha dato la sua disponibilità a ospitarli nella voliera. I due animaletti si sono sentiti sollevati tanto che mi hanno guardato con occhio riconoscente.

Grazie della pubblicazione anche a nome dei genitori delle piccole tortorine

Stamani mattina un’ulteriore sorpresa. Davanti al portale della chiesa, Ancora chiuso in quel momento volteggiavano due tortore… E così ho capito che i due esserini non erano piccioni ma tortore. Ho avuto un balzo al cuore perché ho un grande affetto per le tortore, un affetto che nasce da lontano e precisamente da quando ero piccolo e in famiglia mi insegnavano che le tortore vanno rispettate perché sono animali innocui e bisognosi d’affetto. Vedere quindi i genitori che, angosciati, cercavano le creature mi ha fatto soffrire. Poi però, pensando all’amore che Roberto nutre per gli animali, mi sono tranquillizzato. Sono certo che staranno meglio nella voliera in attesa di poter svolazzare quando saranno più grandi.

982. IN CAMMINO – Cantiere “in movimento”

Ho letto questa espressione sul giornale a proposito dei continui lavori in atto nel Duomo di Milano: i lavori non cessano mai perché il Duomo ha bisogno di continui interventi “di mantenimento”.

Lo stesso, fatte le debite proporzioni, si può dire anche della nostra chiesa e (almeno in parte) della casa canonica.

Il problema che affligge la chiesa come gran parte delle abitazioni (antiche) del paese è quello dell’umidità che letteralmente non dà tregua! Vi sarete accorti che da qualche anno a questa parte la nostra chiesa ha bisogno di continui interventi. Pensavo, ingenuamente, che dopo gli importanti lavori di restauro dei miei primi anni di servizio parrocchiale al Forte (tetto…) e quelli degli anni immediatamente successivi relativi agli intonaci esterni non ci sarebbe stato più necessità di ulteriori interventi almeno per una una cinquantina d’anni e invece da tre anni a questa parte è un continuo intervenire per tamponare le falle determinate, sia all’interno che all’esterno, dall’umidità.

Ogni anno se ne vanno in fumo circa “trenta/quarantamila euro”… somma importante anche per una parrocchia come la nostra che gode di una buona presenza di generosi benefattori.

Al momento il restauratore è impegnato a riprendere il corridoio di passaggio fra la chiesa e la canonica. Poi sarà la volta della navata di sinistra – quella lato mare, per intenderci – poi l’abside, il presbiterio, l’esterno lato mare, l’esterno della facciata…

Purtroppo comincia ad aver bisogno di attenzione anche l’organo. Dopo 25 anni dalla realizzazione e 24 di servizio di servizio e nonostante l’attenzione continua comincia risentire, pure quello, dell’umidità.

Se vogliamo mantenerlo al meglio e cioè che sia strumento da concerto oltre che da servizio liturgico dovremo sostituire 4 registri di cui due al pedale. Al primo di questi provvederò io stesso nell’occasione del mio 50° di Messa. Per gli altri tre spendo una parola con voi benefattori…