2079. IN CAMMINO – Festa della Madonna di Lourdes

Abbiamo celebrato con la consueta solennità la festa della Madonna con la recita del Rosario (preceduta dalla “coroncina”), la Messa, l’unzione degli ammalati, la processione, la benedizione eucaristica e il canto finale aux flambeaux.

Presenti in chiesa molti anziani, alcuni ammalati, i vincenziani e altri fedeli (giunti pure da altri paesi) abbiamo avvertito la presenza consolatrice della Madonna.

Il pensiero naturalmente è corso a tutti coloro che sono ammalati, sia quelli degenti in ospedale o nelle RSA della zona, e a coloro che negli anni hanno partecipato ai nostri pellegrinaggi e che oggi sono ormai a tu per tu col Signore.

Al momento dell’Unzione in molti si sono avvicinati per ricevere il Sacramento. Non soltanto quelli provati dalla malattia o appesantiti dagli aanni ma anche alcuni gravati da sensi di colpa o da depressione.

Anch’io, avendo ormai compiuto i 75 anni, mi sono messo in fila per ricevere l’unzione e devo dire che ne ho avvertito l’efficacia sentendomi assai più sollevato: pur non avendo la freschezza degli anni passati ho rinnovato l’impegno a spendermi per il mio “gregge” finché ne avrò la forza psicologica e fisica.

Abbiamo ricordato anche don Riccardo. Oggi andrò ad Arezzo per le esequie ma lo ricorderemo anche al Forte Domenica prossima alla Messa delle 10.00.

Passate parola e soprattutto cercate di fare il possibile per essere presenti.

2078. IN CAMMINO – Coincidenza incredibile…

Davvero incredibile: Domenica 15 Febbraio, giorno in cui celebreremo la Messa in suffragio del nostro concittadino Mons. RICCARDO FONTANA, Arcivescovo emerito di Arezzo, la stessa città di Arezzo è in festa per la solennità della MADONNA DEL CONFORTO!

La storia dice che nel 1796 la stessa città subì delle forti scosse di terremoto che impaurirono la popolazione. Alcuni uomini raccolti in una rivendita di vino, impauriti, si raccomandarono alla Madonna volgendosi verso una piccola immagine della Vergine, presente in quella povera bettola. Le scosse cessarono e i presenti ebbero una visione di Maria che offriva loro conforto.

L’Arcivescovo, esaminata la questione e acclarata la fondatezza di quanto dichiarato, dispose subito che la piccola immagine venisse traslata in cattedrale decretando la Madonna “del conforto” Patrona della Diocesi.

Quel presule, Mons. Nicolò Marcacci, era nativo di Pisa, più precisamente della Pievania di San Casciano di Cascina dove era stato battezzato nel 1739.

Io stesso, allora Parroco a San Casciano, redassi il certificato di battesimo e lo consegnai al ricercatore che me lo aveva richiesto. In cambio mi onorarono con una accoglienza particolarmente festosa nella cattedrale di Arezzo.

Per questo motivo Mons. Riccardo, che era al corrente di questa singolare vicenda, aveva nei miei confronti grande affetto e rispetto.

2077. IN CAMMINO – Mons. Fontana e altro

Stamani dovrei avere la conferma da parte dell’amministrazione comunale quanto al trasferimento ad Arezzo per il funerale di Mons. Riccardo Fontana.

Sempre oggi aspetto eventuali iscrizioni di parrocchiani: ovviamente occorre un numero minimo di partecip

anti per poter organizzare la cosa.

Immaginando però la difficolta di molti (anziani) a partecipare al funerale ho deciso una Messa solenne in suo suffragio per Domenica 15 alle ore 10.00.
Vi prego di passare parola (via social) a tutti coloro che lo hanno conosciuto sia negli anni della sua giovinezza che in quelli della maturità quando è venuto più volte al Forte per presenziare alle nostre feste parrocchiali e cittadine.

Sempre oggi parteciperò alla cerimonia in ricordo degli italiani vittime dell’ odio morti tragicamente nelle foibe. Una pagina, questa, molto dolorosa e da sempre presente nella memoria del paese per la testimonianza personale del mio predecessore, Mons. Sabucco di v.m. e di altri sacerdoti “fiumani” che scamparono alla morte ma non all’umiliazione e alla tortura in quegli anni tremendi. Subirono tutti le angherie dei partigiani jugoslavi che vedevano negli italiani dei complici delle vessazioni fasciste a carico di quella popolazione.

Quei tempi ormai sono passati ed è in atto una riconciliazione fra i discendenti delle vittime e e dei carnefici ma c’è ancora un lungo cammino da compiere per arrivare al perdono completo.

L’occasione di stamani è pensata proprio per questo motivo. Vediamo di viverla con la giusta intenzione.

Stasera poi, alla Messa, ci sarà anche una preghiera specifica.