2081. IN CAMMINO – Conti

La Domenica è trascorsa senza intoppi: abbiamo ricordato don Riccardo per la comune soddisfazione d’averlo conosciuto e per impetrarne il dono di nuove vocazioni maschili e femminili per la nostra comunità. Al riguardo non aggiungerei altro se non che sono mancati i giovanissimi e i giovani (peraltro presenti anche in gran numero) alla Messa prefestiva).

Detto questo una parolina sui conti… Alcuni infatti, seppure in tono bonario, mi hanno fatto notare che il restauratore è molto lento…

Avevo già scritto qualcosa al riguardo ma torno a ripeterlo.

Prima di tutto c’è da dire che il restauratore sta lavorando in contemporanea in tre cantieri (una parola un po’ grossa ma vera): 1) la casa della Mara in via Viner di proprietà della parrocchia ma utilizzata per sostenere l’Associazione del Clero diocesano, 2) la chiesa (lato facciata) e infine sempre la chiesa e corridoio della sacrestia. Quando piove lavora all’interno (della chiesa e della casa dei preti) e quando la stagione lo consente all’aperto.

Inoltre la malta speciale usata per i restauri asciuga lentamente… per cui non è possibile anticiparne gli strati per evitare, nei limiti del possibile, quanto già successo in passato che è stato poi la causa principale degli inconvenienti patiti: l’uso del cemento “a pronta solidificazione” che è stato micidiale… perché se da una parte ha consentito un restauro in pochi giorni dall’altra ha spostato di un metro e più verso l’alto le sbollature derivanti dall’umidità. Io ho poca responsabilità al riguardo se non per alcuni modesti interventi ai pilastri…

Ma il motivo principale della sua presunta “lentezza” dipende dal fatto che anche i nostri pagamenti sono “lenti” anzi “lentissimi” perché non abbiamo fondi in giacenza per poter garantire un lavoro più celere: stiamo pagando tutto a rate!

Ora riguardo ai fondi in giacenza sto pian piano rimettendoli in ordine – a mie spese – dopo l’increscioso incidente che mi è capitato nel febbraio dello scorso anno quando un prestito importante non mi è stato restituito (se non in minima parte) causandomi un mezzo esaurimento nervoso…

Spero comunque prima di Pasqua di veder terminati e regolarmente pagati i lavori previsti per questi primi quattro mesi perché dovrò provvedere prima di proseguire con i restauri a saldare i debiti con i giardinieri di Roma Imperiale (che al momento non hanno avuto ancora ricevuto un soldo) e a pagare i lavori urgenti di potatura prima che inizi la stagione estiva.

2080. IN CAMMINO – Ad Arezzo

Ho partecipato al funerale di Mons. Fontana nella cattedrale di Arezzo. Erano presenti, Cardinali, Vescovi (inclusi i nostri Vescovi, il titolare e gli emeriti), Sacerdoti, insieme con le Autorità cittadine e un nutrito numero di Fedeli.

Sono intervenuto insieme con il vice-sindaco dott. Andrea Mazzoni, il collaboratore parrocchiale Carlo Carli, una rappresentanza dei Vigili Urbani in alta uniforme e vari altri amici fra i quali l’On. Umberto Buratti.

Appena giunto sono stato accolto e affettuosamente salutato dai famigliari di Don Riccardo (siamo abituati a chiamarlo così…) ai quali ho espresso le condoglianza della Comunità fortemarmina invitandoli al contempo alla Messa di suffragio che si terrà nella nostra chiesa DOMENICA 15 Febbraio alle ore 10.00.

La liturgia si è sviluppata normalmente. Il vescovo ha tracciato un breve profilo biografico di don Riccardo passando poi a commentare le letture bibliche in particolare il vangelo con la famosa pagina dei “talenti”.

Alla conclusione del rito siamo scesi nella cripta dove la salma è stata sepolta.

Ho presenziato anch’io, invitato personalmente dai nipoti e dalla Gina a partecipare. In quel momento ho avvertito un attimo di commozione ricordando le numerose attestazioni di affetto e di stima a me riservate dal defunto e l’amore profondo per il paese al quale, a suo tempo, aveva offerto una speciale reliquia di santa Rita ricambiato da una composizione musicale del compianto m° Miari.

Domenica prossima lo ricorderemo nella nostra Chiesa dove lui, giovanissimo, avvertì la vocazione al sacerdozio e dove celebrò la sua solenne prima Messa. Insieme con lui ricorderò all’altare del Signore i suoi famigliari defunti, il Priore Sabucco, le Madri e altri amici del paese che lui ha conosciuto e amato.