730. IN CAMMINO – Primi!

È stata una grande vittoria soprattutto perché inaspettata.

Immagino che voi lettori pensiate al Napoli che ha vinto lo scudetto (Spalletti alé!) o a Milan che ha vinto la volata al Giro (finalmente un italiano) o al Genoa che è tornato in serie A (Gilardino non poteva fallire…)

Invece mi riferisco a BICCIO il “miccio” che ha dato la vittoria alla contrada del Ponte.

Non ho visto la corsa ma mi hanno detto che BICCIO andava come un treno!

All’inizio, dato che invece di correre in avanti correva all’indietro, lo infamavano: “Biccio, non vali un biccio”! Ma poi si è ripreso e ha vinto!  E allora tutti a urlare: “Viva Biccio, viva Biccio”. Troppo forte!

Beh, sono sincero, io non ero presente alla manifestazione ma sono felice che abbia vinto il Ponte dato che conosco bene molti contradaioli della Vaiana che corrono sempre ad aiutarci quando abbiamo qualche necessità.

Non so nemmeno se l’asinello si chiamava Biccio o Ciccio o … so però che ha fatto una bella corsa e ha meritato di vincere.

Ovviamente saluto anche gli altri “micci” e gli altri contradaioli. Il Palio è davvero una bella manifestazione perché che uno vinca o perda fanno tutti festa proprio come i miccetti che dopo la gara condividono la stessa profumatissima biada.

W il Palio, don Piero

 

 

 

729. IN CAMMINO – La scapigliata

Sono in partenza per andare a Pugnano a parlare nell’occasione della festa della “scapigliata”, in riferimento a un episodio antico che ha visto la Madonna artefice di una guarigione miracolosa a favore di un bambino.

A essere sincero non so se l’aggettivo si riferisce allla Madonna oppure alla madre del piccolo: il parroco infatti mi ha inoltrato un breve testo di spiegazione ma non sono riuscito a capire il dettaglio. Però dalla lettura ho scoperto che il testo è stato scritto da don Icilio Felici mio predecessore a San Casciano di Cascina.

Don Icilio era un grande… scrittore facondo, tenente dell’esercito, uomo di legge, politico ecc. Autore di un’ottantina di volumi è stato, in quel periodo, lo scrittore più letto in italia e all’estero.

Io ho avuto la ventura di pubblicare il suo diario parrocchiale che mi ha fatto conoscere in giro. In più ho fondato il Premio Internazionale intitolato alla sua memoria e al momento gestito dal Serra Club International di Cascina.

Dunque ci vado volentieri a Pugnano e penso di poter dire qualcosa di interessante visto che conosco bene l’autore del testo.

Però sempre oggi ci sarà il funerale di don Roberto Federighi – ne ho scritto ieri – e questo mi condizionerà molto. Spero vada tutto bene. Voi seguitemi come sempre con la vostra preghiera in modo che le mie parole possano sortire qualche effetto buono.

Non aggiungo altro perché devo scappare. dP