542. IN CAMMINO – visita amministrativa

Questa mattina di buon’ora è venuto l’Arcivescovo, Mons Benotto,  per la visita amministrativa alla parrocchia. L’ho sollecitato io stesso dato che, in qualità di Vicario ho il (poco) gradito compito di sottoporre a “visita” i miei confratelli della Versilia.

Avevo già iniziato le visite ma poi le ho interrotte perché sul questionario rilasciato dalla Curia erano presenti delle voci un po’ delicatine… (tipo la prima nota e il libro mastro della parrocchia, l’estratto conto del CCB, i nome e gli indirizzi dei componenti il Consiglio, la dichiarazione dei redditi, l’IMU ecc.) alle quali i sacerdoti rispondevano malvolentieri essendo argomenti coperti dalla privacy.

Dal momento però che lui desidera – impegnandosi ovviamente alla riservatezza – anche questi dati ho chiesto e ottenuto un confronto per non trovarmi poi in difficoltà.

Il motivo per il quale desidera avere ben chiara la situazione della parrocchia deriva dal fatto – così mi ha spiegato – che anche le parrocchie a breve entreranno nel così detto “terzo settore” con obblighi stringenti di contabilità ecc.

Fatto questo e avute tutte le indicazioni e i suggerimenti del caso siamo andati dalle suore canossiane per il saluto di congedo di Madre Annamaria e di benvenuto a Madre Danila che a breve prenderà le consegne.

Ha usato nei loro confronti parole cariche di affetto – e davvero se lo meritano, tutte – esortandole a dare esempio di affabilità all’interno dell’istituto (con la comunità delle suore e con la comunità scolastica che per fortuna tiene e tiene bene) e all’esterno perché in questi tempi così difficili l’unica testimonianza che viene accolta volentieri da tutti è quella della bontà.

Poi si è un po’ sfogato, come si suol dire, dei suoi problemi di Vescovo alle prese con la carenza di sacerdoti e tante altre cosette… Le Madri hanno ascoltato, capito e apprezzato senza far mancare la loro comprensione.

Dalla prossima settimana inizierò la mia visita e speriamo bene.

 

541. IN CAMMINO – Roma Imperiale

Il funerale della cara Daniela è stato celebrato nella chiesa estiva di Roma Imperiale. È stato un funerale molto raccolto con numerose persone, di paese e non, riunite per l’ultimo saluto.

Nella riflessione che ho proposto invece di commentare le letture bibliche per poi passare alle applicazioni (metodo deduttivo) ho iniziato da queste ultime per poi risalire alla Parola di Dio.

Ho ricordato in particolare la cura amorevole che aveva riservato ai suoi anziani genitori, i suoi occhioni dolci con i quali mi guardava piena di affetto e considerazione, la sua voce roca con la quale accoglieva le richieste soprattutto quelle legate alla cura della città: mai divisiva e sempre inclusiva pur essendo battagliera nell’affermare le proprie convinzioni.

Scrivo questa nota, oltre che per ricordare la Daniela anche per giustificarmi visto che in altre circostanze e con uguali richieste ho opposto un diniego all’uso della chiesa nel bosco.

La chiesa infatti non è abilitata alle liturgie funebri (e nemmeno a quelle battesimali) e infatti non ci sono mai stati funerali se non per un signore anziano che abitava nelle vicinanze e per la signora Daniela.

I funerali si celebrano soltanto nella chiesa parrocchiale oppure, quando sono previste presenze straordinarie, nel parco delle Suore previo consenso delle suore.

Ha fatto un’eccezione per rispetto alla figlia (minore?) che mi aveva detto del desiderio della mamma. Per telefono, per di più parlando con una persona che ha perduto da poco la mamma diventa difficile dare tante spiegazioni…

Se, dunque, ho fatto una parzialità è stato solo per affetto e non per altri motivi. Sono certo che mi capirete.

540. IN CAMMINO – Seminario

I numerosi fedeli presenti in chiesa hanno apprezzato moltissimo la testimonianza del giovane seminarista inviato dal Rettore ad animare la tradizionale giornata del Seminario.

Negli anni precedenti ne erano sempre stati inviati due: quest’anno uno soltanto ma ha fatto la sua parte con serietà e impegno raccogliendo anche un bel po’ di applausi.

Essendo ancora al terzo anno (su sei) ha fatto presente che il suo cammino durerà ancora molto ma ha dimostrato grande forza interiore e quindi sono certo che arriverà al traguardo.

Da parte nostra ci sarà l’impegno a seguirlo in questi anni di studio e preparazione augurandoci di rivederlo, nell’inverno, per qualche incontro di animazione vocazionale.

Nel corso della celebrazione delle 19.00 ho accennato anche ai vari giovani della nostra comunità parrocchiale (o comunque frequentanti la nostra c.p.) che hanno avvertito la vocazione al sacerdozio.

Il più conosciuto di questi è senz’altro S.E. Mons. Riccardo Fontana, attuale Arcivescovo di Arezzo ormai dimissionario per limiti d’età (al riguardo ho ascoltato con piacere la sua predica nell’occasione del 50° di ordinazione sacerdotale – noi lo abbiamo ricordato nello stesso giorno, all’altare, durante la Messa – una predica davvero bellissima per contenuti e ricordi struggenti); poi Padre Glauco, francescano, in servizio a La Spezia; poi ancora don XY – mi sfugge il nome – incardinato a Lucca e molto conosciuto in paese, poi gli ultimi tre “frutti”: don Luca, già comandante marittimo, dobn Carlo, già impiegato a Querceta, e infine don Simone, già dottore in filosofia.

A questi ne dobbiamo aggiungere altri, ordinati sacerdoti a Mantova, Milano, Carpi ecc. che però hanno scoperto d’essere stati scelti dal Signore proprio qui, al Forte.

Abbiamo anche delle ragazze più o meo giovani che si sono consacrate a Dio ma di loro ne scriverò in altra occasione avuto prima il loro consenso.

Ci auguriamo che altri seguano il loro esempio.