356. IN CAMMINO – il cammino “sinodale”

In questi giorni in ambito cattolico ma non solo si fa un gran parlare del cammino sinodale della Chiesa italiana (e mondiale) in vista del futuro Sinodo dei Vescovi che che si terrà a Roma nel 2023.

Quello che, al momento, stiamo iniziando a vivere non è un Sinodo ma un tentativo di cammino sinodale: consacrati e laici, tutti insieme, per offrire ai fratelli che ancora non lo conoscono o lo conoscono per sentito dire il Vangelo, cioè Gesù!

Da sempre, consacrati e laici, camminano insieme ma al momento è richiesto, per essere più chiari, che camminino “mano nella mano” per evitare lo sfilacciamento della cordata. Questo “mano nella mano” determina, all’interno della Chiesa, un cambio di prospettiva nel rapporto con i laici chiamati a essere non solo collaboratori ma corresponsabili nell’annuncio del/di  Vangelo/Gesù.

Qualche confratello ha manifestato perplessità nell’accogliere questo messaggio (peraltro già presente nei testi del concilio Lumen Gentium cap. 12) temendo una perdita di prestigio per i già consacrati e una spinta a sminuire l’importanza del ministero consacrato peraltro già in crisi per carenza endemica di vocazioni.

In realtà il problema non si pone perché non potrà mai darsi, per fedeltà al Vangelo, una Chiesa senza Eucarestia e quindi senza ministri ordinati.

La questione, per essere rettamente intesa, va posta in questi termini: il “profetismo” cioè l’annuncio del Vangelo sia all’interno della comunità che della società è di tutti i battezzati (in qualche caso anche dei non battezzati visto che lo Spirito Santo può parlare anche ex ore infanctium et lactentium) mentre ai ministri consacrati, in primis ai Vescovi e al Papa, spetta, invocato lo Spirito Santo, il discernimento sulle “profezie”.

E adesso tocca a voi… la prossima settimana, i primi quattro giorni, sarò alla Casa del Clero di Marina di Massa per un momento di riflessione. Non potrò quindi proporvi alcuna riflessione. Però, giorno dopo giorno, vi porrò una domanda alla quale potrete rispondere per aiutarmi a chiarirmi le idee sull’argomento. Siate sinceri ma non polemici perché lo so in anticipo che nella Chiesa ci sono tante fragilità e non è il caso di infierire.

Grazie.

355. IN CAMMINO – Il card. Martini

Questa mattina sono dovuto uscire presto per partecipare alla lezione d’aggiornamento i Curia, a Pisa. Prima di partire ho fatto un salto al bar per salutare Dionigi e Alberto e prendere un caffé.

Scorrendo il Corriere della Sera  ho letto un bell’articolo di Ferruccio De Bortoli sulla figura del Card. Martini e mi sono ripromesso, appena tornato da Pisa, di proporvelo.

Purtroppo, tornato a casa, non ho più trovato il giornale e quindi non posso farlo però almeno una frase, che ricordo a memoria, vorrei passarvela perché è davvero molto bella.

Scrive dunque De Bortoli che il Cardinale “… era il fratello che ognuno vorrebbe avere e il padre sulla spalla del quale appoggiare volentieri la testa…”.

Ogni sacerdote dovrebbe essere “fratello e padre” per i propri fedeli.

Non è facile ma ci vogliamo provare.

354. IN CAMMINO – sorpresa

Ieri sera, dopo cena, ho fatto un salto in Caranna per visionare la “sorpresa” di cui mi hanno fatto cenno i miei (ammirevoli) collaboratori di zona.

Davvero bella! L’edicola votiva della Madonna posta all’incrocio fra via della Barbiera e Via Sant’Elme è stata illuminata a festa con un impianto nuovo di zecca. Sono stati aggiunto anche due alberelli, graziosi, ad abbellire il tutto.

Mi hanno spiegato – con molta discrezione ma penso d’aver capito – che si tratta di una donazione da parte di un residente affezionato all’edicola che le ricorda la devozione della sua mamma per la Madonna.

In attesa di sapere se lo posso ringraziare pubblicamente e di persona gli dedico questa nota giornaliera sperando che possa leggerla.

I doni sono sempre graditi. Quando poi sono offerti al Signore e per di più in memoria dei propri defunti, come in questo caso, acquistano un significato speciale.

Grazie quindi al benefattore da parte di tutta comunità della Caranna e del Forte.