258. IN CAMMINO – pellegrinaggi

Sia l’agenzia che alcuni affezionati aderenti (pochissimi per la verità) ai nostri pellegrinaggi parrocchiali mi stanno sollecitando a programmare qualche gita/pellegrinaggio per l’autunno.

Al momento non me la sento di azzardare pronostici sanitari visto che l’epidemia, purtroppo, non è stata ancora debellata completamente e potrebbe riservarci brutte sorprese come già successo lo scorso anno. Di conseguenza non vedo la possibilità di organizzare qualcosa almeno a breve termine.

C’è poi anche un altro problema importante e cioè che il pullman, per quanto riesco a sapere leggendo i dispacci regionali, deve viaggiare con metà carico cioè con un massimo di 25 posti.

È chiaro che, stando così le cose i costi salirebbero notevolmente: un pellegrinaggio a Lourdes, ad esempio, offerto fino al 2019 a 330 Euro dovrebbe essere offerto a più di 600 Euro e la cifra potrebbe crescere ulteriormente perché nel frattempo anche l’Assicurazione parrocchiale è cresciuta del 80% e tutto questo potrebbe creare problemi a molti dei nostri predetti “clienti” che pur essendo molto devoti non hanno molti soldi da spendere.

Come se non bastasse sia l’agenzia che l’albergo chiedono una caparra confirmatoria che rischierebbe di andare perduta in caso di annullamento del pellegrinaggio per un motivo o per l’altro. Se in precedenza gli alberghi ci chiedevano una somma simbolica adesso chiedono una somma congrua al numero presunto dei partecipanti e anche per questo non me la sento di rischiare…

Qualcosa però si potrebbe tentare e cioè un mini pellegrinaggio a Montenero. Anch’io ne sento la mancanza. Anzi ho deciso di farci un salto proprio Giovedì mattina per una preghiera alla Madonna per poi scendere a Livorno in visita al cimitero e ai miei cugini che non vedo da più di un anno.

Nell’occasione vedrò di parlare con i padri del Santuario per sapere se qualche parrocchia ha già cominciato a programmare qualcosa. Comunque vada vi farò sapere entro pochi giorni.

257. IN CAMMINO – Strage nel pollaio

Don Edoardo è tornato a celebrare dopo due mesi di assenza per malattia. Il Covid lo ha provato duramente ma adesso è tornato (quasi) in forma e si appresta a riprendere pieno servizio.

Si è presentato a celebrare con una bella barbetta che ha strappato un sorriso e un applauso ai numerosi fedeli presenti in chiesa felici di rivederlo e di rivederlo in forma.

A cena, finalmente insieme, gli chiedevo notizie sul decorso della malattia, sull’assistenza ospedaliera e simili. Mi ha detto, e ne ho provato soddisfazione, che tutti gli operatori sanitari gli sono stati molto vicini dal primo all’ultimo giorno di ricovero assistendolo in tutte le sue necessità fisiche e psicologiche che, soprattutto all’inizio della malattia, sono state molte: essere dipendenti giorno e notte dall’ossigeno a un passo dalla terapia intensiva non è stato uno scherzo.

Mi ha detto ancora, e pure questo mi ha fatto piacere che, tornato in convento (com’è noto don Edoardo risiede nel convento francescano di Pietrasanta) è stato omaggiato dai suoi parrocchiani felici di rivederlo per di più con la barba (i frati cappuccini presenti nel convento fino a non molti anni addietro avevano tutti una lunga barba) e dai suoi animali domestici, Vaduz e Vaduzova, compagni di viaggio da una vita, che gli sono saltati in braccio festosi.

Invece, sceso a “salutare” il pollaio, ha trovato gli animaletti tristi e afflitti: una volpe, profittando della sua assenza, si era introdotta furtivamente e aveva fatto strage dei poveri pennuti! I superstiti, meschini, erano acquattati in un angoletto della gabbia, timorosi di fare pure loro una brutta fine, incapaci di mostrare il meno che minimo sentimento di gioia per il ritrovato legittimo proprietario.

Al vedere la scena don Edorado ha avuto un tracollo nervoso e ha rischiato di finire nuovamente in ospedale. I suoi alti lamenti (misti a imprecazioni contro tutte le volpi… dell’universo) hanno attirato l’attenzione dei suoi predetti cari parrocchiani che lo hanno immediatamente omaggiato con uno scatolone/sorpresa chiuso con nastri multicolori contenenti ben quaranta, dico quaranta!, pulcinotti che hanno riportato vita e allegria nel pollaio e serenità nel cuore di don Edoardo.

P.S. Pare che la volpe si sia di nuovo presentata nottetempo accompagnata dal compagno e da sei cuccioli grassottelli per “presentare scuse formali” per l’accaduto ma non sono state credute e messe alla porta con abbondante lancio di pietre.

Un caro saluto da tutta la nostra comunità al caro don Edoardo! Spero d’avergli strappato un sorriso! dp