218. IN CAMMINO – ringraziamenti

A detta di tutti la chiesa per Pasqua era bellissima.

Tovaglie, fiori, addobbi vari tutto era composto al meglio. Avverto dunque il dovere di ringraziare tutti coloro che, in un modo e in un altro, hanno provveduto a farla bella a cominciare dalle signore delle pulizie e su su fino a quelle che hanno provveduto al resto.

Vi assicuro, dato ero presente mentre veniva allestito, che è stato un sacrificio notevole disporre tutto in modo ordinato e gradevole.

Qui di seguito un particolare dell’altare di Pasqua.

Nel ringraziamento ovviamente sono compresi anche i sanificatori: anche questo un servizio delicato a tutela della salute dei fedeli che hanno partecipato alle sacre funzioni.

Non posso dimenticare poi i coristi e i musicisti: cantare con la maschera sulla faccia non è proprio il massimo eppure lo hanno fatto nelle celebrazioni più importanti rischiando di restare soffocati.

Ancora i numerosi benefattori che zitti zitti ci hanno permesso di beneficare tante persone. Andando in paese ho incontrato una signora che mi ha ringraziato per l’aiuto offerto a una famiglia di conoscenti; lì vicino c’era uno dei tanti benefattori che ci hanno aiutato: gli ho stretto il braccio perché il ringraziamento spettava a lui. Ha capito e ha sorriso!

E in ultimo la direttrice, i collaboratori e i sostenitori della Rivista: ben 1500 copie distribuite in poche settimane, anzi in pochi giorni perché nei giorni feriali non c’è mai stata molta gente. La Rivista ci ha permesso di poter entrare in molte famiglie soprattutto là dove c’era paura e solitudine per far odorare il profumo della Pasqua.

E poi le Autorità, le Associazioni di volontariato, la Fondazione di V.V. e tantissime altre persone alle quali dico un bel GRAZIE!

 

217. IN CAMMINO – scadenze…

Non mi riferisco alle scadenze delle bollette ma alle scadenze degli appuntamenti per le Prime Comunioni e i Matrimoni…

Pensavamo che l’epidemia sarebbe stata sconfitta in breve tempo e così per questa primavera e per l’inizio dell’estate si erano concentrati numerosi appuntamenti a iniziare dal mese di Maggio.

Purtroppo l’epidemia non demorde e così alcuni genitori e varie coppie non sanno più cosa fare: mantenera la scadenza fissata oppure posticiparla?

Ovviamente anch’io sono in difficoltà nel rispondere.

Penso che, rispettando nella maniera più assoluta le regole sanitarie (mi riferisco soprattutto al numero dei partecipanti) non dovrebbero esserci problemi (vedi ad esempio l’esperienza dello scorso anno) però lascio agli uni e agli altri la decisione.

Da parte mia c’è la massima disponibilità ad assecondare le richieste in un senso o nell’altro. Non voglio nemmeno mettervi ansia. Sono a vostra disposizione sempre e ovunque: sono il vostro parroco… ci mancherebbe che ponessi ostacoli o richedessi conferme immediate.

Ognuno decida liberamente e tranquillamente! Una soluzione si potrà sempre trovare!

RIPRODURRÒ la presente nota anche nel bollettino…

216. IN CAMMINO – 100 anni

Oggi la carissima signora Anna Brosio fa 100 anni.

Sono stato a farle visita e le ho consegnato un piccolo dono accompagnato da un biglietto augurale in cui l’ho ringraziata per l’affetto e la stima che ha avuto e ha nei miei confronti e per la preghiera con la quale da sempre mi accompagna.

Prima di venire al Forte la conoscevo ma solo per sentito dire: mi avevano parlato di lei la moglie del carissimo dottor Guido Baldacci, prof.ssa Vera, la signora Lina Bertelli e soprattutto mia cognata Giovanna. Sapevo che era stata una animatrice della vita “marinese” e, fin da giovane, una fervente devota della Madonna.

I suoi innumerevoli pellegrinaggi a Lourdes in qualità di “dama” le avevano fatto conoscere tanti ammalati e numerosissimi accompagnatori che le erano rimasti amici. Giovanna, ad esempio, aveva ricevuto proprio da lei la “montura” cioè l’abbigliamento d’obbligo per i volontari che partecipano ai pellegrinaggi sui treni “bianchi” (vagoni barellati) dell’UNITALSI.

Venendo parroco al Forte l’ho conosciuta da vicino e ho scoperto insieme alla sua “verve” tante altre doti inclusa la grande spiritualità. Le sono stato vicino in alcuni momenti difficili come nell’occasione della malattia e della morte di suo marito Ettore pure lui uomo d’altri tempi, un vero signore di poche ma sempre molto assennate parole.

Avendo poi conosciuto il figlio Paolo è cresciuta la confidenza e con questa l’affetto, vicendevole, profondo e sincero.

Le auguro, come ho scritto nel biglietto d’accompagnamento, di avere ancora tantissimi altri giorni, in salute, per farci compagnia con la sua intelligenza e il suo amore.