219. IN CAMMINO – Presepio permanente

In quest’ultimo periodo abbiamo ricevuto molti doni: fra questi un artistico presepio permanente offerto dalla famiglia Del Carlo.

Al momento non ho scritto granché sull’argomento a parte una breve nota di ringraziamento. Desidero quindi oggi chiarire il perché di questa scelta e rispondere ad alcune domande alle quali in precedenza non avevo saputo rispondere.

L’idea di realizzare un presepio permanente mi ha trovato in accordo con il donatore perché riconosco che, almeno per quanto riguarda la devozione popolare e in particolare quella dei nostri giovani allievi del catechismo, è la pagina più amata, in assoluto.

Prova ne è il fatto che nel tempo di Natale in ogni famiglia si avverte il desiderio di realizzare un presepio, magari piccolo, per ricordare l’avvenimento evangelico e per gustare la tenerezza dei personaggi.

Non solo. Sempre nell’occasione del Natale si diventa tutti più buoni, prodighi di doni per i poveri, disposti al perdono e, di conseguenza, più felici.

Avere quindi un riferimento “permanente” può essere di aiuto in questo tempo strano in cui, a livello giovanile, si moltiplicano episodi di stupida blasfemìa nei confronti del Signore e della Madonna, di bullismo nei confronti delle persone e di crudeltà nei confronti degli animali.

Quanto alle domande… vengo subito alle risposte per guadagnare tempo.

Il presepio è stato inclinato verso l’incrocio in modo che sia facilmente visibile anche da chi, casualmente, si ferma al semaforo o passa dall’incrocio: la velocità infatti rallenta e quindi è possibile anche al viaggiatore “distratto” (e in particolare ai tantissimi giovani che frequentano il liceo e ogni mattina vi passano davanti, dare un’occhiata.

Non verrà colorato: l’opera infatti è stata concepita per restare “brunita” dalla ossidazione del materiale usato. Colorarla non avrebbe significato. In futuro potremmo pensare a illuminarla, questo sì, o anche a arricchirla con delle essenze floreali ma al momento è bene lasciarla così com’è.

Chiudo proprio come ho iniziato e cioè ringraziando la famiglia che ce ne ha fatto dono.

SORPRESA…!

Mi stavo avviando in chiesa quando all’improvviso mi hanno bloccato: “Fermati don Piero. Non mettere piede in sacrestia che potresti prendere il virus!” O questa, mi sono detto, sono prigioniero in casa mia?

Non avevo ancora finito di formulare il pensiero che è entrata di corsa l’Agnese a dirmi… il contrario: “Corri don Piero perché una signora che ha fatto tantissimi peccati si è decisa a confessarsi!”

A quel punto mi sono incamminato risoluto verso la chiesa ed ecco: SORPRESA!

C’era ad aspettarmi un folto gruppo di bambini con le Suore, alcune maestre di catechismo e altre persone care (tutti con mascherina sul naso e seduti a regolare distanza) che volevano festeggiare il mio “monsignorato”. Infatti ai piedi dell’altare era stesa una tonaca fuxia con tanto di pennacchiotto e ornamenti vari.

Davvero non me lo aspettavo. Ho sbarrato gli occhi. Intanto l’organo e le campane suonavano a festa; i presenti applaudivano e vociavano in segno di partecipazione. Tutto questo sotto gli occhi attenti della maestra Anna che era al microfono, della maestra Barbara che controllava la platea e di Renato che ridacchiava felice sotto i baffi. C’era pure la Simona che rappresentava il Sindaco.

È chiaro che stato colto da un attimo di emozione soprattutto quando i bimbi, in una sorta di piccola accademia, hanno cominciato a declamare i loro simpatici componimenti di circostanza.

Poi… sono diventato un bimbo anch’io e per la gioia dei presenti ho messo il pennacchiotto e, per un attimo, mi sono lasciato un po’ andare!

Devo dire che sono stato molto felice di questa simpatica iniziativa.

Grazie dunque ai presenti e a tutti coloro che hanno pensato, gestito e finanziato … l’impresa!