250. IN CAMMINO – vecchi & giovani

“Ma in questa chiesa sono tutti vecchi?”

La frase, vera purtroppo, è sfuggita a una ragazza che occasionalmente è venuta in chiesa a prendere la Messa e a fare la Comunione. Vedendola ero rimasto molto felice e mi sono congratulato molto con lei ma la frase mi ha un po’ spiazzato. Non me l’aspettavo!

Però è una constatazione vera. In chiesa, in questo momento, siamo pochi e vecchi a cominciare dal sottoscritto che naviga verso i 71 anni (ancora un po’ lontani, per fortuna).

Si dirà che gli anziani sono saggi e quindi la loro preghiera è “sentita”, “ragionata” ma il Signore ha bisogno anche della preghiera dei giovani anche se “empatica” e “spontanea”. Senza considerare poi che, mancando i giovani, le nostre comunità rischiano di spegnersi!

Riconosco che il Covid è, almeno in buona parte responsabile di questa disaffezione: prima dell’epidemia infatti l’altare era pieno di bambini e la chiesa di genitori (che li accompagnavano, festosi). Non mancavano anche gli adolescenti, per lo meno quelli delle ultime “classi” delle Medie e delle prime delle Superiori e alcuni giovani/adulti.

Ma adesso l’epidemia sta passando. È vero che non ne siamo ancora fuori ma, insomma, ci sono le condizioni per tornare magari imbacuccati nella mascherina ma presenti di persona.

Vi prego quindi, cari “anziani” (“vecchi” non mi piace), di aiutarmi per vedere di recuperarli, se possibile. Come? Penso sia sufficiente dire: “Vieni alla Messa con me? Andiamo a far compagnia a Gesù e a vedere come sta don Piero!” per avere una risposta positiva visto che i ragazzi mi vogliono bene.

Se non ne vogliono sapere fategli almeno leggere/vedere quello che pubblico sul blog: si tratta in genere di articoli di pochi capoversi o di filmati di pochi minuti che sono pensati anche per voi ma soprattutti per loro.

Dài! Aiutatemi!

249. IN CAMMINO – Brutta figura

Nel periodo della “chiusura sanitaria” determinata dalla pandemia anche la chiesa, come tutti gli esercizi pubblici e privati, ha rispettato l’obbligo aprendo le porte solo per poche ore, a parte i momenti liturgici.

Più precisamente le porte venivano aperte alle 9.00 fino alle 12.00 e riaperte nel pomeriggio dalle 16.00 alle 19.00: soltanto sei ore a disposizione dei (pochi) fedeli che venivano a pregare anche se io sono sempre stato a disposizione, in canonica, per chi aveva bisogno di una parola di conforto, di confessarsi o di un piccolo aiuto.

Adesso che le cose si stanno mettendo al meglio torneremo all’orario consueto e cioè dalle 7.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30. Forse avrei dovuto pensarci prima a giudicare da quando mi è capitato stamani.

Stavo tornando passo passo dal bar dove sono solito fermarmi qualche momento ogni mattina per uno scambio di parole con gli amici, per sorbirmi un buon caffè e dare un primo sguardo al giornale.

Sulla piazzetta davanti alla chiesa, una signora male in arnese forse perché alzata da poco (così ho pensato… peccando di pressappochismo) passeggiava avanti e indietro: le ho chiesto quindi se per caso avesse bisogno di me… e invece: “Avrei bisogno di entrare in chiesa per dire una preghiera perché abbiamo in famiglia un grave problema di malattia ma è ancora chiusa…”

Mi si è gelato il sangue! Mi sono profuso in mille scuse precipitandomi poi ad aprire la chiesa ma la figuraccia ormai era stata fatta.

Sono rimasto avvilito e ho deciso seduta stante di ritornare all’orario pre-pandemia con gli orari sopra segnati!

248. IN CAMMINO – Consiglio Pastorale Vicariale

Avverto, prepotente, il bisogno di incontrare i componenti del Consiglio Pastorale di Vicariato. Dal primo incontro -quello con l’Arcivescovo- che poi è stato anche l’ultimo, non ci siamo più visti e la lontananza fa male al cuore.

È chiaro che i componenti il Consiglio non sono tutti miei parrocchiani o miei catechisti ma l’affetto è lo stesso anche se ci conosciamo poco o niente. Il mio attuale ruolo di “vicario” mi impone di avere nei loro confronti la stessa attenzione e lo stesso affetto che ho per i miei parrocchiani, catechisti e consiglieri. Il fatto che ci conosciamo poco e che ci frequentiamo pochissimo mi crea disagio ma spero, prima o poi, che i rapporti si normalizzino con la ripresa degli incontri.

Nel mese di Aprile avevo chiesto, per mail, se c’era la disponibilità per un incontro ma i sei consiglieri che mi hanno risposto, all’unanimità, mi hanno suggerito di soprassedere in attesa di tempi migliori. Avrei potuto convocare un incontro via Zoom ma non me la sono sentita un po’ per problemi tecnici e molto di più per mancanza di argomenti. Adesso però, visto che la situazione sanitaria sta migliorando e che ci sono argomenti molto interessanti dovremmo incontrarci.

Quando, al momento, non posso ancora dirvelo ma senz’altro nel mese di Giugno. E sarà un incontro importante perché vi metterò a conoscenza delle nuove linee guida per il funzionamento del Consiglio.

L’Arcivescovo infatti ha scelto sei persone – una signora e cinque sacerdoti di cui tre “vicari”- per scrivere il nuovo statuto. Combinazione ha voluto che io sia stato uno dei prescelti per cui ho potuto suggerire indicazioni a mio parere utili per il buon funzionamento. Ricordate, ad esempio, quando (a più riprese) ho fatto presente che il Consiglio non riusciva a lavorare bene per mancanza di indicazioni precise… Ecco, adesso le indicazioni precise ci sono e quindi sta a noi farlo funzionare.

Spero vivamente che i consiglieri che leggeranno il presente articolo lo condividano e siano disposti a farsi carico dell’impegno.

Lo pubblico sul blog parrocchiale perché penso sia utile anche ai miei parrocchiani: è giusto che anche loro sappiano che certe decisioni si prendono tutti insieme – sacerdoti, laici e suore – e non a capriccio di qualcuno. Nello stesso tempo possono dare anche un contributo di idee e soprattutto di preghiera.