126. IN CAMMINO – “primum …”

Cosa fare?

Ieri, assai angosciato, mi chiedevo cosa fare a proposito del catechismo, delle celebrazioni e della consueta attività pastorale… considerata la fermezza delle prescrizioni sanitarie regionali e nazionali.

Stanotte, in un momento di dormiveglia, mi è tornata alla memoria una massima latina (anche se formulata da un filosofo di epoca successiva) che suona: “Primum vivere, deinde philosophari” e cioè prima pensiamo a vivere e poi a fare i discorsi.

In questo momento è inutile stare a fare troppi ragionamenti. Andiamo avanti giorno per giorno. Se in questo momento non sarà possibile fare catechismo vuol dire che lo faremo più avanti… ; se non sarà possibile venire in chiesa pregheremo da casa. L’importante è che restiamo in salute che al resto ci penseremo più avanti.

Capisco che la frase citata non è Vangelo.

Però è una massima di buon senso che dobbiamo accettare perché forzando la realtà – che vede gli ospedali stracolmi e il numero dei morti che aumenta drammaticamente giorno dopo giorno – rischiamo di finire tutti contagiati!

E poi tornando al Vangelo anche Gesù ci dice che “a ogni giorno basta la sua pena” (Vg di S.Matteo) per farci capire che non possiamo agitarci inutilmente.

Bene. Fidiamoci della Provvidenza, preghiamo e andiamo avanti.

125. IN CAMMINO – arancione…

E adesso cosa facciamo, don Piero? Mi stanno giungendo tante telefonate da parte di genitori dei ragazzi del catechismo, dei coristi, dei collaboratori parrocchiali ecc.

Confesso d’essere anch’io in forte difficoltà perché non so, al momento, cosa consente/proibisce il nuovo decreto del Presidente del Consiglio riguardo alla partecipazione alle funzioni religiose e al catechismo.

In Curia mi hanno detto che è tutto come prima… Ma questa situazione è nuova. Prima era tutto chiuso e quindi non c’era discussione di sorta. Oggi invece ci sono aperture/chiusure che vanno interpretate e di conseguenza non sappiamo esattamente cosa fare.

Scrivo qualcosa quindi ma non sono certo che sia in sintonia con le disposizioni.

Cominciando dal catechismo mi è stato detto che, essendo equiparato alla scuola, devo seguire le regole scolastiche. Dunque sì alle lezioni in presenza per elementari e medie e no a quelle per le superiori che dovranno svolgersi via mail.

Ma i ragazzi iscritti al catechismo al Forte e residenti in altri comuni della Versilia dovranno esibire la certificazione per poter partecipare alla lezione? Com’è noto la maggior parte dei ragazzi che frequentano il catechismo appartengono ad altri Comuni perché sono figli/nipoti di di persone che hanno venduto la loro abitazione ma sono rimasti fedeli alla loro chiesa…

Quindi cosa dovranno fare per partecipare?

E per la Messa? Anche in questo caso la partecipazione è consentita ma all’interno del proprio Comune di appartenenza. Sarà possibile avere la possibilità di partecipare anche se residenti in un Comune diverso?

Davvero non so cosa pensare e di conseguenza cosa dirvi. Se qualcuno fosse in grado di darmi una risposta gliene sarò grato.

 

 

124. IN CAMMINO – intervista

Mi sono sempre rifiutato di farmi intervistare ma stavolta ho acconsentito per rispetto a chi me lo ha chiesto. Pare che uno dei video girati nel primo periodo della chiusura della chiesa per la pandemia sia finito sotto gli occhi di un giornalista fiorentino che ne ha chiesto conto a un amico di Forte dei Marmi. Questo amico deve avermi fatto una presentazione, come si suol dire, con i “fiocchi” per cui hanno deciso di venire a intervistare questo “pretino tanto bravo…”.

E così questa mattina si sono presentati in due, uno con la telecamera e uno con il blocco-note, per intervistarmi.

Superato un primo momento di disagio, perché ritengo di non essere niente di speciale ma un prete come ce ne sono tanti, ho risposto volentieri alle domande e altrettanto volentieri ho fatto da “cicerone” per spiegare alcune opere importanti presenti in chiesa in vista della ormai imminente festa di Gesù, Re dell’Universo.

Per prima cosa li ho invitati a dire una preghiera e mi è stato di conforto che hanno benevolmente accolto la proposta.

Poi ha avuto inizio l’intervista con la prima domanda in cui mi è stato chiesto come abbiamo gestito la “prima chiusura” e come ci stiamo preparando alla possibile seconda. Poi mi hanno chiesto quali iniziative pastorali sfrutto per mantenere i contatti con i più giovani della comunità. Come terza domanda se mi trovo bene in paese e qui mi sono lasciato andare a una “sviolinata” sul nostro paese quasi fossimo tutti santi…

Anche i “russi?”, mi hanno chiesto. Certo -gli ho risposto- anche i russi perché ci danno lavoro e collaborano per il bene del paese. A quel punto gli ho mostrato le opere di Dimitri, l’altare degli ortodossi ecc.

Dato poi che mi stavano intervistando per poi pubblicarmi su una rivista mi sono permesso di fargli trovare qualche copia della nostra rivista. Con piacere ho scoperto che già la conoscevano perché la nostra direttrice è ben conosciuta nell’ambiente fiorentino-pratese. Anzi ne hanno approfittato per lasciarle, mio tramite, un saluto da colleghi.

Quando mi hanno lasciato, dopo un’ora abbondante di chiacchierata, sono andati a farsi un selfie con la statua di papa Giovanni Paolo II nel giardinetto della chiesa. Anche questo mi ha fatto piacere.