81. IN CAMMINO – Ultima Messa nel Parco

C’è l’ultima Cena nel cenacolo e l’ultima Messa nel parco delle Suore.

La prima, struggente fino alle lacrime, soprattutto quando si celebra alla presenza dei piccoli, il Giovedì santo.

La seconda, ugualmente struggente perché rinnova, nella liturgia ma non solo, la bellezza dello stare insieme con Gesù e tra noi.

Anche quest’anno ci sono state lacrime in abbondanza… Per di più la liturgia richiamava proprio una delle frasi più belle del Vangelo: “Dove due o tre sono riuniti nel mio Nome io sono lì, in mezzo a loro”.

Mentre scendeva la sera, complice la commozione determinata dal momento, avvertivamo la presenza di Gesù come già gli apostoli di Emmaus.

“Resta con noi, Signore, perché si fa sera”.

Poi la tensione si è sciolta. Ho fatto un paio di battute. C’è stato qualche sorriso e poi abbracci a non finire seppure a distanza fra i locali e gli ospiti.

Gli occhi brillavano di gioia perché eravamo tutti consapevoli che la lontananza fisica non ci avrebbe mai tolto la gioia del sentirci fratelli.

 

80. IN CAMMINO – minacce?

Grande stupore ha suscitato la notizia delle minacce rivolte al nostro Sindaco, dottor Murzi.

Non capisco proprio come si fa a minacciare un uomo che, con la sua delicatissima professione, ha salvato migliaia di piccoli pazienti in Italia e nel resto del mondo!

È vero che l’impegno politico/amministrativo di una persona e le scelte conseguenti possano suscitare malcontenti ma dal malcontento alla minaccia ce ne corre…

Infatti ove ci fosse un malcontento, sedendo e ragionando, si può arrivare a una soluzione equa e giusta per le parti. Con la minaccia invece non si arriva proprio a niente e l’intero paese ne soffre.

Spero quindi che chi ha rivolto le minacce ragioni, chieda udienza e senz’altro verrà individuata una soluzione ai suoi problemi nel rispetto della legge e buon vivere cittadino.

 

79. IN CAMMINO – B. Gesù di Praga a Forte dei Marmi

Una quindicina di anni or sono ma forse ancora di più si presentò in canonica un anziano signore, vedovo, napoletano. Era un avvocato e apparteneva a una delle famiglie di antica nobiltà di Napoli.

Mi spiegò che nella sua famiglia, come in tante altre famiglie nobili della città, era consuetudine da sempre avere in casa per la devozione familiare una statua del Bambino Gesù di Praga.

Questa tradizione familiare, purtroppo, era destinata a estinguersi in quanto la sua unica figliola era mancata in giovane età per una brutta malattia.

La figlia era andata sposa a un giovane brillante e simpatico che però, dopo pochi anni di matrimonio e la nascita di due bambine, si era trasformato dando libero sfogo a una vera e propria crudeltà mentale nei confronti della moglie: le impediva di vedere il papà (abitavano all’estero), la insultava e la percuoteva nonostante fosse gravemente ammalata e negava al nonno la visita delle nipotine!

Raccontando questi fatti di famiglia aveva un’espressione addolorata pur mantenendo una grande dignità.

A quel punto mi espresse il desiderio di donare alla nostra comunità la statua di famiglia pregandomi al contempo di levare un pensiero al Bambino Gesù di Praga per la sua adorata figliola ogni qual volta avessi celebrato un Battesimo.

Non gli era sfuggito evidentemente che, dopo ogni battesimo, accompagno la neo-mamma all’altare dell’Addolorata per la preghiera di rito.

Accettai e dopo poche settimane mi giunse la statua che collocai, in bella vista, proprio sotto al quadro della Madonna per la devozione delle nuove mamme.