127. IN CAMMINO – webinar

Anche noi sacerdoti abbiamo l’obbligo, come tante altre categorie di “professionisti” (è un brutto dire ma è così) di tenerci aggiornati. Le lezioni vengono tenute da professori competenti nelle varie discipline teologiche.

Si va dal Diritto Canonico alla Pastorale, dall’ Etica alla Liturgia. E devo dire che non sono inutili. Spesso sono perfino piacevoli perché i relatori alternano, con intelligenza, la lettura del testo scritto – sempre molto accademico – a digressioni extra argomento, battute umoristiche ecc. che tengono sveglio e attento l’uditorio.

In genere ci vengono proposte 5/6 lezioni ogni anno spalmate in vari periodi dell’anno con alcune curate direttamente dal Vescovo.

Ora, causa la pandemia, le conferenze in presenza sono soppresse. Ma continuano via mail: si chiamano web-seminar abbreviato in webinar. A parte i neologismi inglesi che proprio non li sopporto vi assicuro che le lezioni-webinar sono di una pesantezza unica quasi insopportabili: il relatore legge senza pause, con la stessa inflessione, mai uno sguardo su noi tapini che siamo costretti a sorbirci la “pappetta pronta e scodellata”.

C’è però un aspetto positivo nella cosa.

Quando partecipiamo alle lezioni in presenza abbiamo l’obbligo di firma. Mentre partecipando al Webinar no. Non solo. Mentre il relatore parla noi possiamo benissimo anche sorbirci un caffè, leggere il giornale, fare una piccola passeggiata con il cane ecc. E tutto questo è molto apprezzato…

Penso che proprio per questo motivo le lezioni hanno avuto un notevole successo anche se non sono mancati rilievi e osservazioni critiche.

È successo infatti che, in uno degli ultimi collegamenti, alla fine della lezione ha preso la parola l’Arcivescovo per comunicare avvisi importanti che, però, la maggior parte dei collegati non ha recepito e quindi è stato scoperto l’inganno: tutti collegati ma nessuno in ascolto!

Pare che tutti abbiano accampato scuse validissime tipo “sono andato a dare l’olio santo a un moribondo”, “ho avuto un principio di incendio al contenitore delle candele votive”, “ho confessato un ateo incline alla conversione” ecc. ma non sono stati creduti e così i webinar sono stati sospesi.

 

 

126. IN CAMMINO – “primum …”

Cosa fare?

Ieri, assai angosciato, mi chiedevo cosa fare a proposito del catechismo, delle celebrazioni e della consueta attività pastorale… considerata la fermezza delle prescrizioni sanitarie regionali e nazionali.

Stanotte, in un momento di dormiveglia, mi è tornata alla memoria una massima latina (anche se formulata da un filosofo di epoca successiva) che suona: “Primum vivere, deinde philosophari” e cioè prima pensiamo a vivere e poi a fare i discorsi.

In questo momento è inutile stare a fare troppi ragionamenti. Andiamo avanti giorno per giorno. Se in questo momento non sarà possibile fare catechismo vuol dire che lo faremo più avanti… ; se non sarà possibile venire in chiesa pregheremo da casa. L’importante è che restiamo in salute che al resto ci penseremo più avanti.

Capisco che la frase citata non è Vangelo.

Però è una massima di buon senso che dobbiamo accettare perché forzando la realtà – che vede gli ospedali stracolmi e il numero dei morti che aumenta drammaticamente giorno dopo giorno – rischiamo di finire tutti contagiati!

E poi tornando al Vangelo anche Gesù ci dice che “a ogni giorno basta la sua pena” (Vg di S.Matteo) per farci capire che non possiamo agitarci inutilmente.

Bene. Fidiamoci della Provvidenza, preghiamo e andiamo avanti.

125. IN CAMMINO – arancione…

E adesso cosa facciamo, don Piero? Mi stanno giungendo tante telefonate da parte di genitori dei ragazzi del catechismo, dei coristi, dei collaboratori parrocchiali ecc.

Confesso d’essere anch’io in forte difficoltà perché non so, al momento, cosa consente/proibisce il nuovo decreto del Presidente del Consiglio riguardo alla partecipazione alle funzioni religiose e al catechismo.

In Curia mi hanno detto che è tutto come prima… Ma questa situazione è nuova. Prima era tutto chiuso e quindi non c’era discussione di sorta. Oggi invece ci sono aperture/chiusure che vanno interpretate e di conseguenza non sappiamo esattamente cosa fare.

Scrivo qualcosa quindi ma non sono certo che sia in sintonia con le disposizioni.

Cominciando dal catechismo mi è stato detto che, essendo equiparato alla scuola, devo seguire le regole scolastiche. Dunque sì alle lezioni in presenza per elementari e medie e no a quelle per le superiori che dovranno svolgersi via mail.

Ma i ragazzi iscritti al catechismo al Forte e residenti in altri comuni della Versilia dovranno esibire la certificazione per poter partecipare alla lezione? Com’è noto la maggior parte dei ragazzi che frequentano il catechismo appartengono ad altri Comuni perché sono figli/nipoti di di persone che hanno venduto la loro abitazione ma sono rimasti fedeli alla loro chiesa…

Quindi cosa dovranno fare per partecipare?

E per la Messa? Anche in questo caso la partecipazione è consentita ma all’interno del proprio Comune di appartenenza. Sarà possibile avere la possibilità di partecipare anche se residenti in un Comune diverso?

Davvero non so cosa pensare e di conseguenza cosa dirvi. Se qualcuno fosse in grado di darmi una risposta gliene sarò grato.