Catechismo prima comunione 5

La prima Comunione degli Apostoli e della Madonna si svolse in assoluta semplicità intorno al tavolo di cucina con il pane spezzato dalla mani di Pietro. Nei giorni successivi Gesù in persona, risuscitato, li aiutò a celebrare al meglio questo santissimo rito. Andò così. Si era sparsa ormai la voce che Gesù era risuscitato ma i suoi amici ancora non lo avevano visto. Soltanto le donne del gruppo dicevano di averlo incontrato ma non erano state credute se non da Maria, la mamma di Gesù.

Quel giorno due amici di Gesù stavano andando a Emmaus, un paesotto vicino a Gerusalemme e parlavano fra loro della terribile vicenda del povero Gesù che era stato messo in croce ed era morto. A un certo punto si avvicinò loro uno sconosciuto che, vedendoli molto scoraggiati e depressi, provò a rincuorarli non prima di averli rimproverati per la loro scarsa fede: “Siete proprio asini”, disse lo sconosciuto, “leggete la Bibbia e scoprire che i profeti avevano già spiegato che il Messia avrebbe dovuto soffrire tutto questo”. Loro riconobbero l’errore e si batterono il petto. Poi ringraziarono lo sconosciuto e gli assicurarono che da quel momento in poi avrebbero letto con maggiore attenzione le profezie della Bibbia. Appena battuto il petto….. a domani!

Catechismo prima confessione 5 lezione

Il quarto Comandamento dice: “Onora il padre e la madre”. È piuttosto facile metterlo in pratica. Chi ti vuol bene come il papà e la mamma? Però succede che quando le giornate sono lunghe e pesanti come, ad esempio, quelle che stiamo vivendo di questi tempi anche i bimbi più bravi si mettano a fare i capricci… Allora bisogna essere ancora più bravi e non solo con i genitori ma anche con i nonni, con gli altri familiari, le insegnanti di scuola e del catechismo. A proposito, hai provato a telefonare alla catechista, a don Piero…? Quando dunque avrai fatto qualche peccatuccio di questo tipo dovrai dire: “Sono stato cattivo con i miei genitori, con il fratello, con i nonni ecc.”

Corona virus 5

Sono un po’ in ritardo nello scrivere l’articolo perché ho dovuto rispondere a tante telefonate/mail. Mi scuso con voi carissimi lettori.

Vorrei dedicare lo scritto di questa sera ai miei cari coristi. Delle volte vi prendo in giro chiamandovi “cantanti” ma voi siete “coristi”, coristi della casa di Dio con il duplice compito di lodare il Signore e di aiutare i fedeli a fare altrettanto.

Devo dire che ci riuscite e ci riuscite bene! Vi do atto del vostro serio impegno nelle prove e nelle esecuzioni. Sempre presenti, estate e inverno, senza mai saltare un appuntamento.

Ma l’aspetto più interessante del “vostro” coro è che vi volete un gran bene e questo bene riuscite a trasmetterlo anche a noi ascoltatori così che “il vostro” diventa “il nostro” coro! E guai a chi ce lo tocca…

Ultimamente il coro ha dimostrato grande attenzione nei confronti della comunità. Senza avvertire sacrificio avete presenziato a momenti importanti della nostra vita parrocchiale e avete dato esempio. Mi sento quindi in dovere di ringraziarvi, uno per uno.

L’epidemia passerà? Ma quando? Non ci lasciamo sopraffare dalla paura. Continuiamo a cantare le lodi del Signore nell’intimo del cuore.

Un saluto a tutti e in particolare alla Luigina e all’Antonia.

+ don Piero