1340. IN CAMMINO – Sono tornato (3)

Resto ancora una volta sul pellegrinaggio al santuario di Padre Pio a San Giovanni Rotondo ecc. In molti mi chiedono notizie sul personaggio e sui momenti salienti del pellegrinaggio e anche a me fa piacere scrivere sull’argomento… quindi anche oggi vi intratterrò sul tema.

Già vi ho scritto delle lacrime del padre francescano che celebrava Messa Lunedì 6 spiegandovi che la Messa va vissuta anche col cuore oltre che con la mente.

Poi vi ho scritto degli angeli custodi e della nostra visita al santuario di san Michele Arcangelo con tutto quello che ne è seguito… il vento terribile, la pericolosità delle sfide al demonio, degli esorcismi fai/da/te ecc.

Oggi vi scrivo della Via Crucis sulla montagna e del Rosario nel santuario di Loreto.

Il commento alla via Crucis è stato un po’ “lunghìno” tanto che un gruppo di pellegrini ci è passato avanti costringendoci a fermarci. Questo perché il nostro era un commento di famiglia, come si suol dire, cioè un commento agganciato ai nostri problemi di tutti i giorni.

I momenti più sentìti della Via Crucis sono stati due: il primo quando siamo passati a pochi metri dalle finestre dell’ospedale. Non siamo riusciti a scorgere i ricoverati ma il pensiero che anche a noi potrebbe presto o tardi fare la stessa dolorosa esperienza ci ha fatto riflettere e riflettere molto!

Il secondo alla fine della Via Crucis in cima alla collina: i 25 metri fra l’ultima stazione (la sepoltura di Gesù) e la conclusione (la risurrezione) sono quelli che impediscono a tanti nostri amici di fare il passo definitivo verso la fede. Per questo li abbiamo pensati e li abbiamo raccomandati alla bontà del Signore che li aiuti a credere.

A Loreto, con pochissimi presenti sia nella chiesetta di Nazareth che nella maestoso  Santuario abbiamo pregato con fede per la pace e per tutte le altre nostre intenzioni ricordando quelle che diceva Padre Pio ai suoi figli spirituali e cioè che il Rosario è lo spiedo (la spada) per difenderci dal demonio e la torcia per non smarrirci nel buio dei problemi.

1339. IN CAMMINO – Sono tornato (2)

Pensavo di poter riassumere gli aspetti salienti del pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo in due successive puntate del blog ma me ne servirà una terza che rimando a Lunedì prossimo…

Oggi infatti ho una giornata pienissima e non riuscirò a scrivere più di tanto: il telefono letteralmente “brucia” per le numerose chiamate in arrivo.

Nella seconda giornata del nostro pellegrinaggio siamo saliti al santuario di Monte sant’Angelo e quindi sia nel viaggio d’andata che nell’oretta trascorsa nel santuario – in una sala a noi riservata – ho parlato degli Angeli e dei Demòni.

In entrambi i casi con molta delicatezza per evitare in un caso (gli angeli) di favorire la superstizione e nell’altro (i demòni) la paura.

A proposito degli Angeli ho riportato quanto diceva Padre Pio ai suoi figli spirituali quando li esortava, nel caso di imprevisti, paure, peccati, dispiaceri  di famiglia ecc. a chiedere all’Angelo Custode di rivolgersi a lui, cioè a Padre Pio, per avere quanto meno conforto  se non addirittura la soluzione ai propri problemi.

Vi prego di non sorridere al riguardo (come, scioccamente, feci io quando ne sentii parlare in una conferenza meritandomi il rimprovero del frate che ne parlava) piuttosto “provate” e vi accorgerete che la richiesta, se fatta col cuore,  viene sempre esaudita.

Quanto ai demòni ho riportato anche in questo caso l’esperienza diretta di Padre Pio, più e più volte tentato, percosso, insultato ecc. dal demonio soprattutto quando si interponeva a difesa dei suoi figli spirituali.

Quindi mai girare intorno al pozzo – quando si parla di questo argomento – per evitare di finirci dentro… in altre parole lasciar perdere esorcismi fai/da/te, stregonerie e simili… piuttosto portarsi dietro in borsa la corona del Rosario o nel portafogli l’immagine di un Santo a protezione.

Per oggi basta. A Lunedì.