1263. IN CAMMINO – Tema della maturità

Fra i titoli – tutti molto interessanti – che sono stati proposti ai giovani quello che più mi è piaciuto è stato quello sul “rispetto”.

Ne avevo accennato ai giovani di quinta del Liceo cittadino (tutte le classi) parlando del GIUBILEO che, almeno nel significato biblico originario (cfr. Levitico), prevede uno speciale “rispetto” per le persone, per gli animali, per la natura…

Nell’anno giubilare infatti la Bibbia vuole che le discordie famigliari vengano sanate col perdono (concetto questo che prevede appunto il rispetto per gli altri e per le loro idee), che gli schiavi per debiti (ma anche per sconfitta militare) tornino liberi alla loro famiglia, che la natura (terra) non venga sfruttata ma lasciata incolta, che gli animali possano godere di un appropriato riposo quotidiano e di foraggio abbondante ecc.

Ma la vera novità, nonostante si tratti di testi antichi, sta nell’affermare, per bocca del profeta Isaia al capitolo 43, che l’uomo e la donna in quanto tali richiedono rispetto assoluto: “tu sei prezioso ai miei occhi, perché sei degno di stima e io ti amo, dice il Signore”.

Il concetto biblico di rispetto va inteso in senso attivo e passivo.

Ogni essere umano deve “rispettarsi” (col riposo, l’aggiornamento, lo sport ecc.) ed essere rispettato (da chiunque… quindi anche dallo Stato che non può imporre con la legge la fine della vita (eutanasia, aborto, pena di morte) o, con la guerra, lo sterminio degli innocenti.

Chissà se i giovani avranno ricordato questi spunti così interessanti…

1262. IN CAMMINO – Fervono i lavori (2)

Dopo la chiesa di Roma Imperiale siamo passati a sistemare il Parco delle Canossiane.

La prima Messa festiva sarà Domenica 29 Giugno, festa dei santi Pietro e Paolo, alle ore 19.00 ma il Parco sarà agibile per i fedeli da MARTEDI’ 24 GIUGNO festa di San Giovanni Battista, patrono di Firenze.

Da molti anni ormai affidiamo al Santo i nostri piccoli celebrando PER loro e CON loro la festa. È un momento bello che coinvolge anche i genitori, i nonni, le suore e i catechisti.

Lo scorso anno il maltempo ci impedì di festeggiare. Speriamo che quest’anno il tempo sia clemente e ci consenta sia la celebrazione sia la distribuzione dei gelati.

I palloncini non si possono più lanciare al cielo… pare che inquinino e quindi per non alimentare polemiche inutili non ci saranno… Pazienza!

Concludo ringrazando tutti coloro che stamani, con un caldo asfissiante, hanno provveduto alla sistemazione del palco e delle sedie.

Li ho portati da MICHE’ a mangiare qualcosina: avrebbero meritato un ristorante stellato e invece si sono accontentati di una trattoria da operai.

Davvero bravi! Grazie anche a tutta la brigata di Michè, anche loro sempre disponibili. Grazie.

1261. IN CAMMINO – San Ranieri

Sono in partenza per Pisa. Alle 11.00, in Duomo, parteciperò alla solenne celebrazione in onore di San Ranieri insieme con tanti confratelli e con l’Arcivescovo.

La festa di San Ranieri ci coinvoge anche come parrocchia perché, come sapete, la nostra chiesa è dedicata oltre che al martire Sant’Ermete anche a San Ranieri.

Sul frontone della vecchia chiesa, dove adesso teniamo lezioni di musica, c’è un’epigrafe che spiega appunto la doppia dedica anzi tripla… perchè la prima, come per tutte le chiese di questo mondo, è riservata al Signore (D.O.M.) poi segue quella a Sant’Ermete e infine quella a San Ranieri.

Il motivo di questo ultima dedica non lo conosco ma lo immagino e non credo d’essere troppo lontano dalla verità.

Quando la chiesetta venne aperta al culto (e siamo verso il 1780) i navicelli fortemarmini solcavano il mare mediterraneo per consegnare marmi e merci di tutti i tipi per conto dei ricchi mercanti della costa toscana (erano terzisti, per intenderci) e questo li rendeva in qualche modo “colleghi di lavoro” della famiglia del Santo che a suo tempo aveva avuto fondi commerciali  in Terra Santa e in altri porti del Nord Africa. Per questo il Granduca di Toscana chiese e ottenne dall’arcivescovo di Pisa che nel cartiglio marmoreo della dedicazione venisse nominato San Ranieri.

Scrivendo questo mi rendo conto di stiracchiare un bel po’ le notizie storiche visto che la famiglia pisana Scacceri operava già dai tempi delle repubbliche marinare quando Forte dei Marmi era soltanto bosco e palude però è anche vero che in tutti i quadri raffiguranti san Ranieri si intravvedono navicelli o simili.

Sia come sia la notizia della dedicazione della nostra chiesa al Santo Pisano è vera e quindi vi invito a pregarlo affidandogli il compito di proteggere il nostro paese e i nostri ospiti anche se la marineria è ormai scomparsa.