AGGIORNAMENTI DAL LIBANO

Notiziario di “Oui pour la vie”- Giugno 2019

Il Libano è il paese con il più alto tasso di rifugiati per abitanti, su una popolazione di circa 4,3 milioni. Secondo l’ultimo rapporto condotto dall’Unhcr sulla volontà di tornare in Siria, condotto su un campione di oltre 2000 rifugiati siriani in Libano, Giordania e Egitto, più di sette su dieci vorrebbero rientrare in patria. La guerra in Siria, come ci dimostrano le cronache, è tutt’altro che conclusa. Le recenti offensive provocano altre centinaia di migliaia di sfollati e moltissimi morti tra i civili. In Siria, in questi otto anni di guerra più di metà degli abitanti ha dovuto abbandonare la propria casa. Ad Aleppo i quattro anni di assedio hanno ridotto i cristiani dai 150 mila ai 35 mila attuali.

Il Libano rischia di non poter garantire l’assistenza sanitaria necessaria ai profughi siriani presenti nel paese dal 2011 a causa della mancanza di fondi.

La nostra associazione “Oui pour la Vie” è sempre impegnata in prima linea principalmente con la cucina di Damour, che offre sempre un numero crescente di pasti ai bisognosi di ogni appartenenza, per cercare di far fronte alle loro gravi carenze alimentari.

Sono sempre in continuo aumento le richieste di aiuto per l’acquisto di medicine.

Per cercare di far fronte a queste urgenze, si chiede sempre a tutti di aiutare e di far pubblicità.

Nel periodo estivo cerchiamo di portare avanti iniziative di animazione e di formazione per bambini.

APPELLO DI “OUI POUR LA VIE”

Pubblichiamo il notiziario dell’associazione coordinata da padre Damiano Puccini, che descrive la situazione in Medio Oriente.

“Questo mese di febbraio – ha detto Papa Francesco all’Angelus – è stato uno dei più violenti in sette anni di conflitto siriano”. Mons. Georges Abou Khazen, vicario apostolico di Aleppo denuncia: “Ogni volta che rinasce un briciolo di speranza ecco che questo viene sepolto di nuovo dalle bombe… Nella regione del Ghouta orientale secondo l’Unicef sono stati uccisi, nel solo mese di gennaio, 60 bambini e molti altri sono stati feriti durante i combattimenti in corso.  Abbiamo paura di una spartizione della Siria”.

P.Damiano con alcuni bimbi in Libano
P.Damiano con alcuni bimbi in Libano

Per quello che riguarda il Libano, gli ultimi dati diffusi dall’agenzia Onu per i rifugiati, Unhcr, parlano di 995.512 profughi siriani, cui vanno aggiunti un altro milione di profughi iracheni e palestinesi. Ma sono decine di migliaia quelli non registrati.

La nostra Associazione “Oui pour la Vie” prosegue con costanza l’impegno di offrire il cibo attraverso la nostra cucina, che offre pasti in numero crescente ai rifugiati e libanesi di ogni religione. Si chiede a tutti di sostenerla.
Ringraziamo coloro che si sono interessati al caso di Hind, sostenendo le spese per la sua chemioterapia che sta terminando in questi giorni. La ragazza sopporta con pazienza le cure.

Nella grave indigenza per i poveri, poniamo all’attenzione di tutti il caso di Nabil che ha un bisogno urgente di un’operazione all’appendice, per effettuare la quale ci restano da pagare solo 820 euro (due mila sono stati reperiti grazie alle donazioni di amici e parenti). Chiediamo di aiutare per questa nuova urgenza e di farne pubblicità il più possibile.

Volontari di 'Oui pour la vie' in visita a una famiglia
Volontari di ‘Oui pour la vie’ in visita a una famiglia

Chi è interessato a maggiori informazioni o a conoscere le modalità per una testimonianza in Italia o per un contributo in favore della nostra opera può inviare un sms al 333/5473721 o scrivere a:  [email protected]

P. Damiano Puccini

“OUI POUR LA VIE”: NOTIZIARIO DI MAGGIO

di padre Damiano Puccini

Quella di quest’anno è stata la settima Pasqua che la Siria ha celebrato da quando nel Paese infuria la guerra, iniziata a marzo 2011. P. Ibrahim Alsabagh, 44enne parroco a Aleppo, afferma che “sono i leader religiosi cristiani e musulmani, i soli a cercare insieme, di essere operatori di pace; la fine delle violenze non dipende dagli interventi militari”.

Mons George Abou Khazen, vescovo di Aleppo ha recentemente dichiarato a questo proposito: “I timori sono parecchi: abbiamo molta paura per l’avvenire della Siria, su come andrà a finire, perché non è per niente chiaro; e poi soprattutto per il futuro della Chiesa, con questa emigrazione costante dei giovani e delle famiglie…”  

“Abbiamo anche molta più condivisione! E’ vero che sono tutti nella necessità, ma tanti fedeli danno tutto quello che hanno, come la vedova della parabola del Vangelo. Ad esempio, quando manca l’acqua molti si rendono disponibili a portarla in bidoni, salendo anche quattro o cinque piani a piedi per raggiungere coloro che sono in maggiore disagio. Così pure con la luce: talvolta ci sono persone che non hanno di che pagare, allora molti tra noi cristiani, vedendo queste estreme necessità, cercano di aiutare collegando il proprio impianto elettrico con un cavo in favore di chi non può permetterselo”.        

In Libano prosegue a Damour l’assistenza ai profughi da parte dei volontari di Oui pour la Vie. L’impegno dei 300 pasti, che ci siamo assunti nei confronti di queste famiglie, che vivono nelle miseria piu’ profonda, viene portato avanti con tanto impegno da parte dei volontari libanesi dell’Associazione. La loro rinuncia fino ad un terzo delle loro risorse personali, come condivisione per amore di Dio della sorte di questi sventurati, tocca il cuore di queste famiglie bisognose, portandole al perdono e alla collaborazione per soccorrere insieme i bisogni di altri.