18. IN CAMMINO – Gentilezza

Penso proprio d’essere una persona gentile. Nei confronti di tutti e soprattutto dei poveri che cerco di aiutare, sempre, per quanto possibile. Quasi tutti, anche se aiutati con pochissimo, ringraziano e salutano con un sorriso.

Purtroppo l’altro giorno ho avuto una crisi di nervi e mi sono messo a urlare in mezzo alla strada quasi fossi uno scaricatore di porto (di Livorno) contro alcuni questuanti che importunavano i fedeli (in chiesa) e il sottoscritto (in casa). Mi sono sfuggite anche alcune parole poco urbane e me ne scuso. Però…

Però ci sono alcune persone che davvero ci impediscono d’essere gentili. Si tratta di persone che fanno della questua un mestiere e diventano aggressivi se non vengono accontentati. Avete voglia di spiegargli che la parrocchia offre, volentieri, beni commestibili e qualche moneta per un cappuccino.

No pretendono minimo 15 euro per la bombola del gas, 20 per i pannolini dei bimbi e 10 per i vizi… Quando poi, come Lunedì, si raccolgono in gruppo e poi vengono in chiesa uno per volta a chiedere è chiaro che non possiamo acconsentire alle loro richieste. Da qui le loro proteste e il mio irrigidimento.

Mi rendo conto che quando uno affoga si aggrappa alle tavole… e quindi cerco di dimenticare e di tornare alla gentilezza di ogni giorno ma non è facile. Mi riprometto però di impegnarmi al massimo per evitare simili brutte sceneggiate che non mi fanno onore.

 

 

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