222. IN CAMMINO – prima confessione

Ho ritirato il dischetto con le foto dei bambini che hanno celebrato la loro prima confessione prima della festa di Pasqua.

Sono molto belle. I bambini erano preparati però, dai volti, traspare l’emozione data dal momento vissuto quasi fosse un’interrogazione.

Poi, nel prosieguo, sempre dalle foto si vede che l’emozione lascia il posto alla gioia soprattutto nel momento in cui corrono ad accendere le candele e a dare il bacio ai genitori.

Vissuta così la confessione lascia tanta serenità nel cuore. Nel nostro caso invece – mi riferisco a noi grandi – provoca disagio a meno di incontrare un sacerdote intelligente e buono che si ponga al nostro fianco non come giudice ma come fratello.

Alcuni fedeli non sanno cosa dire ma soprattutto non sanno “come” dire e questo provoca, come già detto, disagio: avrà capito o non avrà capito il prete? E, ancora, mi sarò confessato bene o sarà stata una confessione invalida? Il risultato è che molti non si confessano più ma non perché non ne avvertano la necessità ma perché temono il dialogo con il sacerdote e quindi fanno a tu-per-tu con il Signore… Ma il Signore non risponde e quindi, restando nell’incertezza, avvertono un’ansia ancora più forte

Proprio allo scopo di aiutare i fedeli a confessarsi con la dovuta tranquillità ho approntato uno schema elementare che lascio a disposizione, nei confessionali, di tutti coloro che ne hanno necessità. Me lo hanno chiesto proprio alcuni dei genitori dei bimbi predetti che osservando la gioia dei loro piccoli nel confessarsi me ne hanno chiesto il motivo.

È uno schema semplice, è vero, ma tenendo conto che il Signore non ha bisogno di molte parole per …capire può essere utile sia per chi si confessa che per chi confessa.

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