274. IN CAMMINO – Un amico in più…

Ieri, insieme con tanti messaggi di auguri, ne ho ricevuto anche uno molto critico nei miei confronti.

Mi si rimproverava di aver artatamente censurato un brano di Vangelo sminuendone la portata dottrinale e pastorale. Al contempo mi si faceva presente che questa mia “censura” era già stata segnalata a chi di dovere per i provvedimenti del caso.

Ho letto con attenzione e con rispetto la mail e, mettendo da parte il risentimento, ho risposto in modo garbato facendo presente al mio interlocutore che, come si dice a Pisa, aveva preso una solenne “cantonata” seppure in buona fede.

Come pezza d’appoggio alla mia tesi ho aggiunto alcune foto tratte dai libri liturgici a smontare qualsiasi possibile critica.

Il mio interlocutore ha capito e si è scusato con poche ma sincere e sentite parole che ho molto apprezzato. Anzi, mi pare d’aver capito che la mia risposta gli abbia fatto molto piacere anche per la considerazione che gli ho accordato. Ecco perché ho titolato nel modo di cui sopra.

A questo punto alcune considerazioni.

  1. È pieno diritto di ogni fedele avere spiegazioni/chiarimenti circa tutte le questioni liturgiche, dottrinali o pastorali che vengono presentate all’altare soprattutto quando si tratta della Parola di Dio.
  2. È bene, in caso di dubbio o incertezza, contattare immediatamente il sacerdote in modo da risolvere la questione. Gli errori o meglio le inesattezze, purtroppo, sono all’ordine del giorno per tutti: non a caso il detto popolare recita che anche il prete può sbagliare all’altare…
  3. In ogni caso è sempre opportuno mantenere la questione nei giusti binari evitando “scomuniche” (da parte di noi sacerdoti) o “roghi” (da parte dei laici) visto che la carità è la regola di condotta di ogni buon cristiano, laico o consacrato che sia.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.