279. IN CAMMINO – soldi, soldi, soldi

Sono tornato da Roma in fretta e furia perché ieri era l’anniversario di morte di mio padre e non volevo disattendere l’appuntamento per me importantissimo.

Anch’io infatti, come voi del resto, sono fedele alla secolare tradizione che “impone” ai viventi di pregare per i propri defunti. E anch’io lascio il mio obolo, sempre come vuole la tradizione, a favore di chi è bisognoso.

Ma, a Roma, com’è andata?

“Bene” perché ho incontrato i miei confratelli, tutti molto simpatici e cari come, ad esempio, mons. Roberto Malpelo già mio collaboratore nella FACI e adesso responsabile dell’Ufficio giuridico della Conferenza Episcopale.

“Male” perché stante il mio ruolo di revisore dei conti sono stato costretto per l’ennesima volta a segnalare una consistente perdita finanziaria in tutte e tre le Società che seguo.

Da notare poi che il revisore non può limitarsi a fare il notaio ma deve anche dare dei suggerimenti per superare i problemi e qui nascono i disagi perché capite benissimo che suggerire la “liquidazione” di una società (con il licenziamento dei dipendenti ecc.) è un compito ingrato.

Sono tornato da Roma quindi afflitto e amareggiato… in più era un caldo tremendo (38°) che non consentiva ragionamenti pacati e fruttuosi.

È stata in buona parte colpa della pandemia a determinare questo stato di cose e, al momento, non si sa come uscirne.

Spero in futuro di offrirvi contributi di riflessione più interessanti. Per il momento pregate per noi sacerdoti.

Concludo ricordandovi l’appuntamento di VENERDI’ alle ore 21.00 nel Parco delle Suore con il recital su SANTA GEMMA GALGANI. Speriamo che sia bello!

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