310. IN CAMMINO – afganistan

Non sono un cultore di scienze politiche e quindi preferisco non avventurarmi in ambiti che non conosco. Però la lettura dei quotidiani mi suggerisce qualche riflessione che vorrei comunicarvi non tanto per condividere le idee quanto per condividere la preghiera per questo popolo tanto sfortunato.

Soltanto un appunto.

Sì, un appunto che riguarda le donne afgane che, dopo un breve momento di libertà, sembra debbano tornare sotto la pesante cappa “protettiva”-così dicono i talebani- della religione: a loro dire l’occidente rischia di distruggere la loro dignità di donne e di madri per cui, volenti o nolenti, dovranno sottostare alle regole rigidissime  della tradizione islamica. Citano al riguardo la dissolutezza morale delle donne europee e americane in particolare che ha minato la loro dignità.

Non mi sembra di aver letto niente sull’argomento. Nè da parte di giornalisti professionisti, né da parte di commentatori politici e religiosi né dai/dalle vari/varie influencer con milioni di followers al seguito.

Ovviamente mi guardo bene dal tranciare giudizi approssimativi in un senso o nell’altro in questa sede.

Faccio presente soltanto che questo problema ha radici antiche. Anche la “societas” cristiana medievale ha conosciuto aberrazioni tipo la caccia alle “streghe” con innumerevoli patiboli eretti per “sanare” la condizione femminile: pagine di storia che sono state prontamente rimosse ma hanno lasciato il segno nella coscienza dei cristiani di ogni tempo. Soprattutto perché gli zelanti custodi della moralità femminile, al riparo da occhi indiscreti, combinavano nefandezze di ogni tipo: erano religiosi ma si guardavano bene dall’operare il bene.

La soluzione, stando alla storia, venne dalle stesse donne che sopportarono con dignità le torture e morirono sui roghi perdonando i carnefici: ciò che produsse, lentamente ma inesorabilmente fortissimi sensi di colpa nei carnefici costringendoli a confessare la loro ipocrisia e a battersi il petto.

Il perdono ha una forza incredibile! Ma la capacità di perdonare è dono di Dio. Per questo impegnamoci seriamente a pregare per queste carissime “sorelle nello spirito”.

 

 

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