334. IN CAMMINO – L’Assemblea

L’assemblea vicariale non è andata benissimo. Anch’io ho le mie responsabilità perché mi è sfuggita una mail in cui si riportava lo schema per la discussione. A mia parziale discolpa il fatto che sono inondato di mail al punto che non ho il tempo per controllarle tutte con attenzione come sarebbe invece necessario.

“Sinodalità” significa “camminare insieme” ma il “camminare” della Comunità ecclesiale non è una semplice scampagnata. Il camminare ha un traguardo immediato che è la nostra santificazione (in questo caso si intende l’amore incondizionato per Gesù al di là delle nostre fragilità di natura e la fedeltà ai nostri impegni) e quello prossimo la salvezza dell’anima.

In questo camminare siamo tutti fratelli ma, come dice Sant’Agostino rivolto ai suoi fedeli, “con voi sono pecorella del gregge; per voi sono pastore” il sacerdote ha, in forza dell’ordinazione sacerdotale e del mandato del Vescovo, il compito di guidare quella quella porzione di popolo che gli è stata affidata. E di questo ne risponderà davanti a Dio.

Privare il gregge della sua guida è condannare lo stesso allo sbandamento e all’abbandono come la storia di questo ultimo trentennio ci insegna.

Purtroppo anche noi sacerdoti abbiamo non solo perduto lo smalto dei nostri predecessori ma siamo sprofondati in meschinità assurde. Non sono solito esprimere giudizi perché quello che potrei rimproverare ad altri potrei rimproverarlo a me stesso ma certi errori clamorosi come quelli di cui leggiamo in questi giorni sui giornali distruggono la nostra credibilità soprattutto agli occhi delle nuove generazioni ce, non a caso, si sono allontanati e non torneranno più!

 

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