913. IN CAMMINO – per sorridere un po’

È risaputo che le aziende offrono ai propri dipendenti/collaboratori la divisa da indossare nelle ore del servizio.

Tutte le aziende. A cominciare dalle grandi aziende e fino alle più piccole, senza eccezioni, consegnano la divisa incluse… le scarpe! Le forze dell’ordine e gli appartenenti a certe categorie sono da sempre impeccabili nella loro divisa di servizio! Ultimamente anche gli edili indossano una felpa con sopra scritto il nome dell’impresa per la quale lavorano.

Per i dirigenti – che non indossano la divisa –  è previsto un congruo assegno per la cura personale che va dalle spese per il guardaroba a quelle sanitarie.

Giustamente le aziende tengono molto a che il proprio personale vesta in modo elegante e sia sempre in forma. Niente da eccepire.

Proprio perché questo modo di fare è diventato comune ha avuto un senso la domanda che stamattina mi è stata rivolta mentre sorseggiavo il caffé (uno solo al giorno per evitare rialzi di pressione…).

“Don Piero, il Vaticano vi passa anche la montura?”

Devo dire che ero vestito in modo semplice: pantaloni fumo di Londra piuttosto spiegazzati, maglione antiumido grigio topo, soprabito impermeabile modello pescatore e papalina nera in testa.

Gli altri amici hanno ridacchiato e anch’io mi son lasciato sfuggire un accenno di frase (“magari”) che potevo risparmiarmi. Ma la domanda è giusta e merita una risposta seria.

Per certi versi noi sacerdoti siamo dei privilegiati perché tante voci delle uscite correnti – NON GLI ABITI LITURGICI E NEMMENO QUELLI ORDINARI – sono a carico della parrocchia: quindi luce, gas, telefono, Imu, ecc. Essendo poi tutti assicurati possiamo accedere alle visite/terapie mediche gratuitamente e godere di sconti per i viaggi in treno e per l’acquisto dell’auto… anche questo è un bel vantaggio.

Giustamente perché lo “stipendio” (non si chiama così ma lo scrivo per intenderci) offerto dai contribuenti attraverso le offerte liberali e l’8/1000 e corrisposto mensilmente dalla Conferenza Episcopale Italiana supera di pochissimo i mille Euro… senza tredicesima ecc.

Per altri versi invece siamo svantaggiati perché molte parrocchie non sono in grado di provvedere alle voci sopra evidenziate (pensate ai sacerdoti che hanno la cura pastorale di più parrocchie con 4/5 bollette da pagare…) e quindi ci sono sacerdoti in difficoltà.

Qualcuno rimedia svolgendo un lavoro ordinario: insegnante, consulente del lavoro, bioeticista, psicologo, architetto, ingegnese, lattoniere, piastrellista, idraulico, portiere di notte in albergo ecc. Uno addirittura ha vinto il concorso per direttore delle Poste ma i parrocchiani inferociti lo hann o fatto rinunciare e costretto al magro “stipendio” di 1.075,00 € mensili passati dalle CEI pur con quattro parrocchie. Ci ha rinunciato ma ha voluto dare una lezione ai parrocchiani che probabilmente non lo stimavano a sufficienza.

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