Commento al Vangelo di domenica 6 aprile 2025.
Autore: Mons. Piero Malvaldi
1210. IN CAMMINO – Sono tornato proprio ora …
… dal mio giretto per la benedizione pasquale. Mi sono stancato ma ne è valsa la pena perché ho incontrato tante persone buone e per di più profondamente religiose.
Un esempio. Gli anziani e gli ammalati li trovo quasi sempre davanti alla televisione: i non-autosufficienti sempre; gli altri spesso. Anche stamani.
Sempre stamani però ho incontrato una signora anziana che va contro corrente: mi ha detto che lei, invece di guardare la televisione, preferisce parlare con Gesù.
Ha figli, nipoti e bisnipoti che ama tantissimo ma la gioia che le dà il parlare quotidiano col Signore le risulta impagabile: lo sente vicinissimo, amorevole al punto da fermarsi talvolta – vive da sola – a parlare con Lui!
Bello vero?
Da notare che la definizione più bella della preghiera è proprio questa: parlare col Signore come si parla con l’amico del cuore!
A domani. Torno a benedire qualche famigliola.
1209. IN CAMMINO – Lamentazioni
Sembra che appartengano al profeta Geremia anche se vengono pubblicate a parte in cinque agili capitoletti.
L’autore – che sia Geremia o un altro poco importa – esprime al Signore il proprio dolore per l’avvenuta distruzione di Gerusalemme da parte del Re di Babilonia (siamo verso il 550 – 580 a.C.) e per l’esilio che ne è seguito.
Anch’io mi sento un po’ come il profeta: mi impegno tanto nè più né meno come quando ero più giovane ma non vedo risultati.
O meglio ne vedo ma tutti negativi.
Non starò a fare l’elenco completo… soltanto qualche accenno fermandomi soltanto al paese che, a mio sommesso parere, sta morendo. Il crollo della natalità determinerà a breve un ulteriore calo nel numero degli iscritti sia alla scuola che al catechismo. Si è ridotto, e di molto, il numero dei residenti stabili. Andando a benedire, seppure a richiesta, incontro soltanto anziani e ammalati. In chiesa riusciamo a tenere un numero sufficiente di presenze per fare delle celebrazioni decorose ma solo perché in tanti vengono da fuori.
E va bene, non voglio continuare. Spero vivamente che la situazione cambi. Soprattutto che ci sia un ritorno alla fede e alla pratica religiosa. Non voglio perdermi d’animo e nemmeno voi lo dovete. Fidiamoci del Signore e andiamo avanti… L’anno santo servirà pure a qualcosa!