1038. IN CAMMINO – Piacevole sorpresa

Ieri sera ho cenato insieme con i giovani/ssimi e i loro educatori/genitori dell’oratorio romano di Santa Maddalena di Canossa nel refettorio delle Madri. La cena comprendeva dei tranci di pizza guarnita con patate fritte, coca-cola e gelato con Madre Danila a fare da cameriera… Erano presenti anche due giovanissimi di paese a rappresentare la nostra comunità.

Devo dire che è stata una piacevole sorpresa vedere questi ragazzi e ragazze felici di stare insieme, in modo educato e composto. Mi sono tornate in mente le parole del salmo/canto: “Com’è bello, come dà gioia che i fratelli stiano insieme…” Come pure le parole di Gesù: “Dove due o tre sono riuniti nel mio Nome, io sono in mezzo a loro” o quelle del teologo e scienziato gesuita (dei miei tempi) T. de Chardin che scriveva che “dove c’è la gioia (pulita) di stare insieme c’è Dio”.

A tavola ero vicino a due di questi ragazzi, uno all’inizio delle scuole superiori e uno ormai alla fine: entrambi, ma anche gli altri che ascoltavano e annuivano, mi hanno parlato molto bene del loro BOSS (assente per malattia), dei loro educatori, delle Suore… e anche questo mi ha fatto piacere considerando che i giovani, in genere, sono molto critici nei confronti degli adulti, sia laici che religiosi.

Madre Danila era visibilmente felice di questa bella comunità giovanile: mi ha spiegato – ma ne ero ben consapevole anche prima – che l’insegnamento di Santa Maddalena continua a essere valido anche per i nostri tempi: offrire ai giovani (con la scuola e con l’educazione in genere) la possibilità di conoscere il Signore per amarlo nella pratica religiosa e nella disponibiltà verso i fratelli più poveri.

Però l’ho vista molto stanca (e pure delusa per certe assenze) e stanche erano pure Madre Beatrice e Madre Teresina: l’ho amorevolmente rimproverate perché hanno il dovere di riposarsi dopo un anno faticosissimo.

Le altre foto dei giovani le pubblicherò nel numero di Natale della Rivista parrocchiale.

1037. IN CAMMINO – Intervista

Anche quest’anno sono stato contattato da TOSCANA OGGI per offrire qualche spunto circa le iniziative pastorali in atto al Forte in questa stagione estiva 2024.

Ogni anno, in estate, da una ventina d’anni a questa parte, sono stato invitato a dettare qualcosa e quindi non è stata una novità.

Però stavolta il giornalista è venuto fino al Forte per intervistarmi e così ho avuto la gioia di incontrare un vecchio amico… Devo dire che sono stato molto felice di passare un’oretta con lui ricordando i tempi passati e accennando a quelli presenti che mi vedono impegnato in questa sfida incruenta ma davvero pesante che è quella di trasmettere ai nuovi fortemarmini e in particolare alle nuove generazioni quei valori – umani e cristiani – tipici del nostro paese.

Fra questi, primo fra tutti, l’attenzione all’accoglienza, alla solidarietà e alla cultura insieme con l’amore per la tradizione religiosa che da sempre vede gli abitanti del luogo sinceramente devoti all’Addolorata, compatrona del paese insieme con Sant’Ermete. Non so cosa scriverà… ovviamente sono curioso di leggere l’articolo. Spero che abbia dato opportuno risalto a questi temi.

L’ho visto poi meravigliato e sorpreso quando gli ho accennato all’Emiro del Barhein che per prima cosa, appena mette piede in paese, pensa ai poveri… oppure alla Fondazione di V.V. che provvede ogni giorno al pane per i poveri, o alla macelleria Pàntano che offre la carne “rossa” per alcune persone anziane e ammalate o alla Caritas San Vincenzo che ogni settimana, perfino in piena estate, segue gli anziani infermi!

L’ho visto pure piacevolmente sorpreso nell’osservare le centinaia di sedie raccolte nel parco delle Suore per le celebrazioni o la Superiora delle Canossiane intenta a preparare l’incontro di spiritualità per i giovani…

Gli ho chiesto espressamente di mettere la sordina sulle mie iniziative, sopattutto quelle editoriali ma non solo, perché non mi sento un campione di teologia pastorale: sono soltanto uno dei tanti sacerdoti che si impegnano con generosità a servire il proprio gregge.

1036. IN CAMMINO – L’anno della preghiera

Papa Francesco ci invita, in preparazione all’anno santo 2025, a dedicare ogni giorno un poco di tempo alla preghiera.

Ne ho parlato a più riprese anche nel corso delle varie celebrazioni e in tanti hanno raccolto questo appello.

Ogni giorno faccio delle esperienze bellissime al riguardo.

Stamani, ad esempio, ho incontrato in chiesa due giovani signore che svolgono un delicato servizio di assistenza ai minori… e ogni giorno offrono qualche momento di preghiera per loro.

Poi ho conosciuto una famigliola, babbo, mamma, bimba grande, ragazzo adolescente e bimbina di pochi mesi con i quali ho pregato davanti alla venerata immagine della Madonna per chiedere il dono della salute nell’imminenza di un delicato intervento chirurgico.

Poi una signora filippina che canta le lodi del Signore in una chiesa di Bergamo e si è fermata a pregare con me…

E infine l’incontro più significativo con un signore anziano che non ricordava più l’AVE MARIA e cercava disperatamente sul cellulare di scovarla per poterla recitare devotamente in memoria della propria consorte da poco scomparsa.

Riguardo ai primi tre incontri non posso aggiungere altro per motivo di riservatezza ma quanto all’ultimo posso scrivere qualcosa…

Riconosco che le mie prediche non sono un granché… anche la rivista parrocchiale – sebbene carina e bel compaginata – non è certo una pubblicazione d’eccezione… e invece il signore di cui sopra ha ritrovato il gusto per la preghiera proprio ascoltando e leggendo..

Proprio così:  – lo scrivo con un po’ di rossore che vale anche per la giornalista che mi aiuta – ci sono persone che ritrovano la loro fede giovanile proprio grazie alle mie predichine e alle pagine della rivista!

Incredibile, vero?