1344. IN CAMMINO – Suffragio

Domenica prossima, 19 Ottobre, nel corso della Messa delle 10.00 ricorderò all’altare del Signore – in suffragio – il nostro Arcivescovo Mons. Alessandro Plotti di cui ricorre l’anniversario e i tre carabinieri rimasti uccisi nell’ adempimento del loro delicato servizio.

Mons. Plotti va ricordato se non altro per il suo generosissimo servizio a favore della Diocesi. Aveva, come tutti, la sua sensibilità, i suoi pregi e i suoi limiti… forse aveva accettato per dovere la nomina ad Arcivescovo di Pisa, forse non si era sentito sufficientemente amato ma sulle generosità nel servizio non se ne discute: sempre pronto a fare il suo dovere di Pastore, giorno e notte senza avvertire sacrificio!

Una volta dimesso dal servizio pastorale a Pisa era stato inviato a Trapani dove per altri anni aveva servito la chiesa locale in un momento particolarmente delicato.

E poi era stato lui a nominarmi parroco la Forte e anche questo è un motivo per ricordarmelo e ricordarvelo.

Poi ci sarà un pensiero anche per i tre carabinieri… vittime del dovere. Non possiamo partecipare al lutto nazionale ma ritengo sia doveroso pensare a loro nel corso della Messa.

Vi invito quindi a partecipare e, anzi, a farlo presente ai vostri famigliari. Dirò anche qualche parola per i nostri giovani/ragazzi….

1343. IN CAMMINO – È l’unica cosa che so fare…

Leggo sul giornale una frase incredibile… “è l’unica cosa che so fare” detta da un adolescente ai carabinieri che gli contestavano il reato di spaccio di droga!

Ma come è possibile che un ragazzo appena adolescente abbia soltanto due traguardi: il carcere o la morte. La droga con l’aggravante dello spaccio infatti non lascia altre strade se non queste!

Mi è venuto spontaneo pensare ai nostri ragazzi: amati, seguiti in tutto dai genitori/professori/catechisti, corretti,  educati ecc. e altri invece abbandonati a se stessi.

Com’è possibile?

Oggi non posso scrivere più di tanto perché mi aspettano a Seravezza per l’incontro con i confratelli (e sono già in ritardo) però faccio in tempo a invitarvi a una preghiera speciale per questi poveri ragazzi…

Non li conosciamo, è vero ma almeno stamani immaginiamo che siano nostri, sì, figli nostri!

1342. IN CAMMINO – I Cavalieri del Santo Sepolcro

Domenica scorsa sono intervenuti i Cavalieri del Santo Sepolcro per sollecitare un aiuto a favore della comunità cristiana di Gerusalemme da versare nelle mani del Patriarca Cardinale Pizzaballa.

Detta comunità è in estrema difficoltà a causa degli eventi bellici di questi    ultimi due anni che hanno determinato l’interruzione dei pellegrinaggi ai luoghi santi della Terra Santa.

La comunità è riuscita, al momento, a mandare avanti le iniziative di sostegno alle famiglie e alle scuole: da notare che il sostegno riguarda TUTTE le famiglie e che le scuole cattoliche sono aperte oltre che ai cristiani anche agli ebrei e ai musulmani…

I Cavalieri finora sono riusciti ad assicurare il necessario attingendo alle proprie riserve finanziarie ma adesso pure queste si stanno esaurendo. Hanno deciso quindi di interpellare le varie comunità per ricevere un contributo.

Ho accettato il loro invito pur facendo presente che noi già aiutiamo la Terra Santa attraverso l’ufficio missionario diocesano e un nostro sacerdote che opera “in loco”. E che queste due realtà saranno presenti in parrocchia in questo stesso mese di Ottobre e per lo stesso scopo!

Però non me la sono sentita di rifiutare una somma attingendo alla cassa parrocchiale di pronto intervento e penso di aver fatto una cosa giusta.

Per me poi è stata una piacevole scoperta venire a conoscenza dell’impegno economico e finanziario dei Cavalieri. Pensavo che l’appartenenza ai Cavalieri fosse soltanto una questione folkoristica e invece è una cosa seria. Quando morì mia madre decidemmo in famiglia di beneficare – in sua memoria – la custodia di Terra Santa con una somma consistente. Essendo all’oscuro di questo servizio dei Cavalieri mi rivolsi ai frati francescani che raccolsero la somma e la girarono al patriarcato…

Questo per dirvi che anch’io mi sento un pochino Cavaliere del santo Sepolcro.