1291. IN CAMMINO – Pane dei poveri

Aggiungo qualcosa a quanto già pubblicato ieri a proposito del “perdono francescano” che, quest’anno, vogliamo vivere in comunione con tutti coloro che soffrono a causa delle guerre.

In questa giornata vogliamo invocare il perdono del Signore per tutte le nostre cattiverie e per quelle dell’intera umanità.

Non ci limiteremo alle preghiere ma offriremo anche un piccolo sacrificio saltando un pasto (o una vivanda ) o cibandoci soltanto di pane e acqua per fare compagnia ai tanti sofferenti per la guerra.

Il Signore ci insegna che per vincere certi terribili demòni (come quello della guerra) la preghiera non è sufficiente… occorre anche il digiuno/sacrificio. 

Al riguardo vi segnalo l’iniziativa del pane dei poveri da usare allo scopo.

Poi cerchiamo anche noi di vivere il perdono: in tanti, purtroppo, scontiamo la furbizia/cattiveria di chi ci ha ingannato. Saremmo portato dall’istinto a vendicarci e invece il Signore ci insegna che la risposta agli inganni e alle offese è soltanto il perdono…

È dura, vero?

1290. IN CAMMINO – Si avvicina…

… l’appuntamento annuale col “perdono francescano” detto anche perdono di Assisi. È uno fra i primi esempi – scrivo dal punto di vista storico – di  indulgenza plenaria concessa dai Papi al popolo cristiano.

San Francesco la chiese e la ottenne nel 1216 a/da Papa Onorio III stando a quanto si legge nel codice “teobaldino” detto così perché narrato da Teobaldo, francescano e vescovo di Assisi ai primi del 1300.

Negli anni questo appuntamento è rimasto e si è consolidato grazie all’ impegno dei frati francescani che ne hanno mantenuto la memoria.

Anche noi lo celebreremo solennemente fin dal mattino di SABATO 2 AGOSTO invitando i richiedenti alla Confessione e alla Comunione oltre che all’obolo per i poveri.

Quest’anno poi, essendo l’anno “canonico” dell’indulgenza giubilare, esporremo la croce del giubileo 2025 e faremo dono della foto a tutti i presenti.

In cambio dell’obolo per i poveri consegneremo anche il tradizionale “pane” della carità da gustarsi poveramente – cioè inumidito con olio e aceto – pensando a coloro che non hanno di che sfamarsi. Un piccolo sacrificio che per qualche ora almeno ci renderà fratelli con coloro che muoiono di fame…

Ho pensato bene di anticipare la notizia in modo che la notizia si diffonda in tutto il paese sia fra i parrocchiani che fra gli ospiti.

Confido nella vostra collaborazione.

1289. IN CAMMINO – Giornata per il Seminario e altro

I due seminaristi che sono venuti ad animare la giornata sono stati bravi. Poche parole, essenziali, relative alla loro vocazione e uno commento stringato alla situazione vocazionale della Diocesi…

Giacomo, all’ultimo anno di teologia, era già venuto quattro anni or sono: dopo una adolescenza e una giovinezza un po’ “arrangiata” aveva iniziato a lavorare recuperando tranquillità interiore. Questa tranquillità era stata favorita dalla preghiera e dalla frequentazione di una ragazza brava. Poi l’incontro con un sacerdote che lo aveva portato a riflettere sui suoi doni di natura e su come metterli in pratica gli aveva dato una ulteriore “spinta” verso il Signore fino alla scelta di farsi prete. Una scelta non facile che aveva comportato la ripresa degli studi, la rinuncia a un affetto importante, il licenziamento da un lavoro ben remunerato, l’accettazione di una vita comunitaria con altri seminaristi più giovani ecc. Ancora un anno e potrà con l’aiuto di Dio dedicarsi agli altri spezzando con loro e per loro il Pane di Gesù e annunciando loro il Vangelo!

Simonpietro invece aveva avvertito fin da piccolo chierichetto in Togo – sua nazione d’origine – l’invito del Signore a seguirlo. Poi gli studi in Africa, l’Università a Pisa, la laurea e la scelta molto coraggiosa di dedicarsi al Signore. Ormai diacono svolge il suo servizio pastorale nella parrocchia di Pontedera alternando il catechismo per i piccoli agli allenamenti con i giovani in una squadra di calcio – è un buon  calciatore – e  alle funzioni liturgiche.

I presenti hanno ascoltato la loro storia con interesse e li hanno beneficati con delle donazioni utili al proseguimento dei loro studi.

Anch’io ho fatto la mia parte perché si sentissero accolti, amati e incoraggiati a proseguire nelle loro delicata missione. Con tutti i problemi che ci sono in Italia e nel mondo hanno bisogno, come tutti noi del resto, dell’aiuto di Dio.

Anch’io ho detto qualcosa. Sul blog della parrocchia CHIESA DEL FORTE ho commentato il Vangelo (il cane mi assiste nelle mie esposizioni sul Vangelo salvo poi addormentarsi sul più bello…) e in presenza ho spiegato la quarta letterina di San Giovanni (2° e 3° capitolo dell’Apocalisse) quella inviata ai cristiani di Tiàtira… Dovrò tornarci sopra prossima perché mi sono limitato proprio all’essenziale invece ci sono molti spunti di riflessione…

I presenti, soprattutto coloro che mi conoscono meglio, si sono accorti che ero un po’ nervoso… Non voglio entrare nemmeno nell’argomento per alimentare inutili polemiche: quelli che frequentano la chiesa sanno benissimo quello che stiamo facendo a favore dei cristiani, degli ebrei, dei musulmani, dei russi,  degli ucraini, degli africani del Congo ecc.