1276. IN CAMMINO – Bagnetto

Anche la mia Lola, come tutti i cani, non ama fare il bagnetto che però si rende necessario soprattutto quando si sdraia sulle carcasse decomposte di animali passati a miglior vita.

Nella sequenza fotografica la potete scorgere “avvilita” quando si rende conto d’essere nel bagno…

Ovviamente tenta di fuggire ma viene riacciuffata e immersa nell’acqua (tiepida)

Si rassegna al lavaggio (energico) della groppa e della coda…… alla fine però mostra i denti per fare presente il suo disagio

E finalmente, lavata e profumata, è pronta per uscire a passeggio.

A questo punto voi direte: ma don Piero non ha proprio altri argomenti per intrattenerci con la sua nota quotidiana?

Argomenti li avrei ma si tratta di questioni serissime che mi rifiuto di parteciparvi per non avvelenarvi la giornata. Preferisco soffrire in solitudine. Questa breve nota e queste foto potrebbero invece aiutarvi a prendere fiato. Io ne ho tratto un utile beneficio psicologico. Può darsi che la cosa funzioni anche con voi.

1275. IN CAMMINO – Ospiti

Padre Cipriano è tornato in India: i dieci giorni trascorsi al Forte gli hanno fatto bene se non altro perché ha potuto rivedere e salutare persone care che gli hanno voluto bene negli anni dei suoi studi a Roma.

Don Yudas nel frattempo è rimasto a Tonfano… Anche lui, come il sottoscritto, dimostra grande senso di adattamento, per fortuna.

Oggi dovrebbe venire dalla Polonia don Adam, pure lui mio amico da lungo tempo e già ospite al Forte, per qualche giorno di mare.

Gli ho fatto presente che nel frattempo la situazione è cambiata e quindi non posso ospitarlo in casa costringendo di nuovo don Yudas e i miei collaboratori stabili a farsi le valigie.

Gli ho trovato un posto nella pensione delle Suore a Seravezza pur consentendogli di appoggiarsi a noi per il pranzo e la cena. Le Suore di Seravezza (quasi tutte anziane e ammalate) fanno molta fatica a gestire la pensione ma almeno per quest’anno mi hanno garantito il posto-letto ma non il resto…

Per il mare andrà alla spiaggia libera perché lo stabilimento Stella Maris è passato in proprietà/gestione al Gilda e non è possibile fare altrimenti.

Io stesso quest’anno non andrò al mare né per i corsi di catechismo e nemmeno per un po’ di riposo: il caldo dello scorso anno mi ha provato moltissimo e non me la sento di arrostire sotto l’ombrellone.

Al pranzo dell’ospite provvederà la Flavia e alla cena io stesso: ovviamente dovrà accontentarsi di quello che passa il convento perché le forze cominciano a declinare anche per noi.

1274. IN CAMMINO – A proposito dell’albero nel parco di Roma Imp.

Mi scrivono per avere ulteriori informazioni e sono ben lieto di rispondere e di chiarire. Nei giorni addietro non perché ero agitatissimo e nervoso per quello che giudicavo ingiusto. Stamani sono più tranquillo. Riconosco che anche la “bonifica” possa avere le sue ragioni. Ma soltanto “de jure” ma non “de facto”…

E mi spiego.

Tempo indietro la “bonifica” mi contestò l’accesso libero al fosso di confine: Avrebbe dovuto essere ben distinto – tramite una “rete di recinzione” – il terreno agibile dai fedeli da quello agibile dai dipendenti della bonifica per la pulizia dell’argine.

Ovviamente ci siamo subito attivati riconoscendo in questo direttiva una indicazione giusta. Però i manutentori della bonifica non si sono mai presentati e così siamo rimasti esclusi dal controllo sugli alberi tanto più che ci avevano fatto presente che questo spettava esclusivamente a loro.

E così quando un albero gigantesco a cominciato a inclinarci pericolosamente non ce ne siamo accorti perché era nella parte recintata a controllo esclusivo degli operatori della bonifica. 

Quando ce ne siamo accorti abbiamo subito chiesto il loro intervento che però ci è stato negato in quanto il tronco dell’albero era sulla nostra proprietà. Gli abbiamo fatto notare che le radici erano nel fosso e l’albero aveva ceduto proprio perché il fosso (che dalla nostra parte non è cementato come vuole la legge) le aveva scalzate completamente. Niente da fare!

Quindi sono intervenuti i miei legali, il Comune, i vigili del fuoco, i miei giardinieri che a tempo di record mi hanno risolto il problema… Non ci fossero stati loro la chiesa sarebbe stata chiusa e così le abitazioni circostanti…

DATE UN’ OCCHIATA ALLE FOTO PER RENDERVI CONTO DEL LAVORO…

Quanto ai costi dell’operazione… vedremo in seguito. In tanti sono fatti avanti per contribuire alle spese e proprio per loro riporto l’IBAN della Parrocchia:

IT 51 U 06230 70150 0000 3036 7729

Mi vergogno un pochino ma da solo non ce la faccio.