1273. IN CAMMINO – AGLI ZOPPI… GRUCCIATE!

AGLI ZOPPI… GRUCCIATE!

È un modo di dire, tipicamente toscano, per indicare una persona davvero sfortunata… La gruccia, per chiarire, è la stampella con la quale uno zoppo si aiuta nella camminata. Colpire uno zoppo con la sua stampella significa proprio non avere nessuna pietà!

Ecco, anch’io di questi tempi mi sento come uno zoppo preso a grucciate. Non bastassero i problemi della normale amministrazione (debitori che non restituiscono, creditori che avanzano pretese esose, sfacciati d’ogni tipo che cercano di ingannare ecc.) ci si mettono anche gli accadimenti straordinari.

In questo caso una pianta enorme che minacciava di cadere in testa alle persone… E per fortuna che qualcuno, attento, ce lo ha fatto notare (e ci ha dato una grossa mano sotto forma di consiglio legale e di intervento operativo urgente) perché poteva davvero essere un grosso guaio con questo gran caldo.

Stamani a Roma Imperiale fra vigili del fuoco, avvocati, giardinieri, tecnici del Comune eravamo almeno una ventina di persone a scovare una soluzione. Ci siamo riusciti ma abbiamo avuto tanta paura. Si tratterà adesso di pagare con l’ennesima rateazione.

Per gli interessati questo è l’IBAN della Chiesa IT 51 U 06230 70150 0000 3036 7729

1272. IN CAMMINO – Incontro di fraternità

In molti mi stanno chiedendo informazioni a proposito degli incontri di fraternità cui ho fatto cenno nell’ultimo bollettino.

È vero: avrei potuto essere più chiaro ma trattandosi di incontri riservati ai sacerdoti e ai diaconi non pensavo ci fosse tutto questo interesse. Provo adesso a chiarire.

Inizio con una constatazione e cioè che stare di continuo a fare le prediche è stancante. Ascoltarle poi è opprimente soprattutto quando… fa caldo.

Gli incontri di fraternità servono ad allentare questa tensione: visto che siamo tutti fratelli cerchiamo di metterci sullo stesso piano e di parlare fra noi amichevolmente.

È quello che cerchiamo di fare con gli incontri del focolare ( e qui mi sento in dovere di ringraziare Pietro e consorte ) aperti a tutti e con gli incontri di fraternità riservati ai preti e ai diaconi.

Anche questi sono incontri “liberi”: nessuno è obbligato a partecipare. Chi viene però si impegna a porsi in ascolto o a parlare senza preconcetti: non c’è un “primo” o un “ultimo” della classe”.

Non sto a dire quanto siano importanti questi incontri: fanno bene all’anima e alla mente.