1267. IN CAMMINO – Chiaroscuro

In chiaroscuro la festa di San Giovanni.

Poteva andare meglio ma poteva anche andare peggio… quindi cerchiamo di accontentarci: c’è anche da dire che nel parco faceva un gran caldo mentre invece sul mare si stava d’incanto …

E poi i gelati erano ottimi, l’accoglienza delle Suore speciale e le foto sono venute benissimo. Non possiamo certo lamentarci. Sarebbe un insulto alla divina Provvidenza.

In chiaroscuro anche la Casa del Clero anziano a Lucca di cui mi avevano raccontato tante cose belle…

Un tempo era la Casa dei Preti ecc. oggi è una RSA come altre, gestita da una cooperativa: persone gentili  ma niente di speciale. Quindi non è il caso di farci affidamento.

Sono contento però d’esserci andato in visita. Almeno me ne sono fatto un’idea.

Ora mi riposo un pochino e vado a celebrare il funerale della signora Erina, classe 1922… la più anziana di Forte dei Marmi morta serenamente nel suo letto, accudita con amore dalla badante edai suoi cari !

1266. IN CAMMINO – San Giovanni Battista

Oggi, festa di San Giovanni, vogliamo affidare al Signore i nostri piccoli perché crescano sani, buoni e possibilmente anche amici di Gesù come lo fu Giovanni.

Per lui fu più facile perché era cugino di Gesù… per noi è un po’ più complicato ma sono certissimo che con l’intercessione di San Giovanni non si perderanno mai… per strada (mi riferisco alla loro vita…).

Il motivo che mi spinse ormai molti anni indietro ad affidare i nostri piccoli a San Giovanni Battista sta in una mezza frase che si legge nel passo di Vangelo proposto proprio oggi dalla liturgia.

Dice dunque il Vangelo che proprio nell’imminenza della nascita del bambino il papà Zaccaria ebbe una visione che però lo lasciò muto…

Ovviamente, essendo muto, non riusciva a spiegare cosa gli fosse successo però quando nacque il piccolo si impose e scrisse su una tavoletta cerata che il bimbo avrebbe dovuto chiamarsi Giovanni (Yeho – il Signore –  Kanan – misericordia) visto che lui e la moglie Elisabetta lo avevano avuto come “dono” della misericordia/bontà del Signore.

E ribadì quanto aveva scritto nel momento in cui – poco dopo – recuperò la parola.

Al che i presenti, considerato il doppio miracolo cui avevano assistito, cominciarono a chiedersi che destino avrebbe potuto avere il bambino: “E tutti i presenti si chiedevano: che sarà mai di questo bambino?”

Lo stesso lo penso spesso anch’io riguardo ai nostri bambini: quale sarà la loro vita? Cosa faranno da grandi? Resteranno buoni e fedeli al Signore o si perderanno? Diventeranno dei personaggi o resteranno nell’ombra? Avranno una vita felice o saranno infelici?

Oggi dunque nel chiederci quale vita potranno avere i nostri ragazzi vogliamo affidarli al Signore tramite l’intercessione di San Giovanni.

1265. IN CAMMINO – Corpus Domini

La Domenica è trascorsa serenamente… tutte le celebrazioni sono state più che dignitose con i fedeli presenti tutti attenti e partecipi. Sono mancati un po’ di ragazzi ma questo è fisiologico con tutte le lezioni di catechismo che si sono dovuti sorbire nel periodo pre-Comunione… anche i giovanissimi e i giovani sono stati pochi ma quelli presenti hanno dimostrato una maturità da adulti.

Me lo ha fatto notare, giustamente, un papà presente a Messa con i suoi figli. Un altro genitore – una mamma – mi ha spiegato che i suoi figli, nonostante l’assenza alla Messa festiva, sono tuttavia presenti a quella feriale in suffragio dei nonni.. e questo mi ha confermato nella mia convinzione e cioè che il ricordo degli antenati – recenti o antichi che siano – tocca anche il cuore dei più giovani.

Dunque ieri, festa del Corpus Domini, ho parlato dell’Eucarestia che è il centro della nostra fede e il culmine della nostra devozione.  Ho contestato, sebbene in modo molto soft, certe impostazioni teologiche che vorrebbero fare della “Cena del Signore” una cena qualsiasi. Ho spiegato inoltre che la doverosa attenzione per i poveri non è in contraddizione con la devozione Eucaristica.

Non ho fatto esempi per non appesantire la riflessione ma l’esempio dei santi di ogni tempo al riguardo è di grande insegnamento. Madre Teresa di Calcutta, e insieme a lei le suore della sua congregazione, iniziava la pesante giornata a tu per tu con poveri e derelitti di ogni specie, con lunghe ore di Adorazione Eucaristica… e così tanti altri personaggi più o meno conosciuti. Viceversa coloro che si sono tanto affannati per il prossimo senza però il supporto della Messa/Comunione/Adorazione si sono stancati e hanno mollato il servizio ai poveri e perduto la fede.

Sempre ieri, alla fine della Messa delle 19.00, ho esposto per pochi attimi in Ss.mo Sacramento e ho dato la benedizione ai presenti concludendo con le acclamazioni eucaristiche (Dio sia benedetto ecc.). Tutti ha gradito questo rimando, sebbene brevissimo, alla festa del Corpus Domini.